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giovedì 10 maggio 2012

LOMBARDI a proposito di HERA


COMUNICATO STAMPA

LOMBARDI: “Chiedere di ridurre lo stipendio ai manager di Hera va bene ma vendere le azioni di Hera è meglio”





Ho letto con interesse le posizioni di alcuni Sindaci romagnoli (compreso il nostro) che invitavano i super manager di Hera  ad un maggior rigore anche nella definizione dei loro lauti stipendi. Oggi è molto facile richiamare ad una maggiore sobrietà chi guadagna molto, perché certamente si prendono applausi e si liscia il pelo alla gente che fatica ad arrivare alla fine del mese.  Del resto se Presidente ed Amministratore Delegato di Hera si tagliassero un po’ gli emolumenti vivrebbero comunque agiatamente ed il segnale non sarebbe certo negativo.



A mio avviso però, va comunque combattuta l’idea che si esce dalla crisi rendendo tutti un po’ più poveri e tassando tutti un po’ di più, perché invece dalla crisi si esce se aumentiamo la ricchezza per tutti riducendo la pressione fiscale ed eliminiamo gli sprechi della macchina pubblica.



Ecco perché, va bene che il Sindaco Gnassi, chieda un sacrificio ai vertici di Hera, ma lo invito anche a valutare concretamente la possibilità di uscire dalla compagine azionaria di Hera come noi del PDL auspichiamo da anni.



Il cittadino che si indigna per gli stipendi del CDA di Hera, si arrabbia molto di più quando paga le bollette e riceve un servizio scadente, e l’imprenditore che ha a che fare con Hera ritiene insopportabile alcuni monopoli ingiustificati che Hera ha ed alcune tariffe che questa propone per servizi che l’imprenditore potrebbe trovare in maniera più conveniente sul mercato.



Siccome tra l’altro la realtà delle cose è più forte di ogni ideologia, la legge n.27 del 2012 del Governo Monti, impone agli Enti Pubblici di vendere le proprie azioni nelle multiutility quotate in borsa, una parte entro il 2013 ed una parte entro il 2015.



La normativa del Governo, perfettamente in linea con quanto da noi proposto da tempo anche nei programmi elettorali, risponde a due esigenze. La prima è quella di liberalizzare veramente il mercato per far si che finiscano i conflitti di interesse e diminuiscano le tariffe a i cittadini. La seconda è quella di dare ossigeno ai bilanci asfittici degli Enti Locali.



Venendo alla situazione riminese, mi  sento di dare un suggerimento al Sindaco Gnassi. Vista la necessità di un moderno aeroporto per la nostra economia turistica e preso atto delle difficoltà per far fronte al finanziamento delle importanti opere strutturali che Aeradria ha dovuto fare, il Comune capoluogo non potrebbe vendere le azioni di Hera anticipando le direttive del Governo, ed investire parte di questa liquidità in Aeradria ridimensionando o magari escludendo la Provincia dalla compagine sociale?



Con una cospicua immissione di liquidità sarà facilissimo ottenere altri finanziamenti bancari ed a quel punto avremo veramente una infrastruttura aeroportuale in piena efficienza, che non avremo paura di regalare alla Regione quando verrà abolita la Provincia.



Tra l’altro come abbiamo detto più volte, uscire da Hera ci consentirà di vigilare molto meglio e con più autorevolezza sulla sua attività perché non avremo più la preoccupazione di ricevere gli utili da chi dovremmo controllare perché non pesi troppo con le tariffe sui cittadini.

2 commenti:

  1. ..E' ora che si apra una vertenza regionale per cacciare via Hera da tutto il territorio!!!! è un carrozzone che cerca solo di spennare i cittadini e tutte le economie che i comuni possono fare non ritornano ai cittadini, ma vanno solo sperperati in borsa o nelle tasche dei supermanager.. se non nelle casse di qualche partiro!?!?!?

    Dobbiamo ribellarci a tutte queste gestioni attraverso i grandi carrozzoni regionali... non sono meno costosi, delle gestioni dirette, ma del tutto incontrollabili da parte dei cittadini!!!

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  2. mario511 Sono d'accordo con te! Si è creato un meccanismo contorto di monopolio. A parte un dovuto contegno visti i tempi su certi stipendi occorre porre fine al conflitto d'interessi controllato e controllore sono gli stessi soggetti in quanto i comuni sono soci di una società il cui scopo è produrre un utile per i soci.Partano dai comuni degli odg che apportino modifiche, i comuni insieme hanno il 51%, lo faccia il Pd che sull'acqua pubblica di parole ne ha spese tante...
    Loris Dall'Acqua

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