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martedì 8 maggio 2012

IL FUTURO DELL'UNIONE non è affare di un solo partito

SULLA GESTIONE DEI SERVIZI CI SIA PARTECIPAZIONE E NON UNA PROGRAMMAZIONE IN CAMERA CARITATIS
In merito all' Unione a 11 sarebbe interessante analizzare cosa fosse stato detto tre anni fa ai cittadini da quei partiti e dalle coalizioni di maggioranza che in questi giorni hanno deciso di dare mandato ai sindaci di costituire un tavolo sovra comunale in cui valutare la trasformazione dell' attuale unione a 4 e della comunità montana a 7 in un' unica unione di 11 comuni, purtroppo si è deciso di imboccare questa strada senza consultare in alcun modo la cittadinanza, un modus operandi a cui le amministrazioni di centro sinistra ci hanno sempre abituati.
Sia in campagna elettorale che nelle linee programmatiche del mandato in corso, l'ipotesi di un' unione così ampia non era e non è contemplata. Nella bassa Valmarecchia dicevano addirittura di voler migliorare l'unione esistente, rinforzandola dando deleghe amministrative accompagnate da una delega piena senza creare doppioni e ove possibile costituire uffici unici.

Sarebbe imbarazzante tirare le somme oggi visto che quest'unione si sta rivelando un fallimento sotto tutti gli aspetti, addirittura sul turismo abbiamo assistito ad un ritorno delle deleghe ai comuni proprio quella che se coordinata a livello sovra comunale avrebbe prodotto maggiori risultati.

Non se n'era quindi parlato con gli elettori e il mandato non può essere inteso, su temi importanti quale la gestione dei servizi, una delega in bianco. I cittadini non vanno coinvolti dopo in quanto per esperienza sappiamo, che quel dopo, corrisponde ad una formalità. I cittadini vanno informati e resi consapevoli subito.


Loris Dall' Acqua Poggio Berni

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