COMUNICATO STAMPA
LOMBARDI (PDL). Dalle
IPAB alle ASP, il lungo cantiere: da 258 IPAB a 45 ASP, 52
depubblicizzazioni, 24 ancora in attesa e alcune cause ancora pendenti.
Grazie ad una interrogazione del Presidente della prima commissione regionale Marco Lombardi, si è fatto il punto sul lungo cantiere in Emilia-Romagna della trasformazione delle Ipab, le ex Opere Pie, in Asp, aziende pubbliche di servizi alla persona.
Iniziato con la legge 2 del 2003, il processo
interessava all'inizio 258 Ipab. Di queste, 122, in genere le più prestigiose e
con bilanci e patrimoni più rilevanti, sono state obbligate dalla legge e con
varie fusioni a confluire in 45 Asp. Le Ipab che hanno ottenuto la
depubblicizzazione, ovvero la privatizzazione, in genere sono state solo le più
piccole, le sole alle quali la normativa regionale ha concesso la
privatizzazione: finora 52. In attesa di depubblicizzazione altre 24, mentre 36
sono estinte o in via di estinzione per inerzia.
Restano ancora da costituire 5 Asp e da trasformare in
Asp una decina di Ipab. Queste 5 in attesa (stando a quanto affermato
dall’Assessore Regionale Bianchi nella sua risposta all’interrogazione) riguardano
per la Provincia di Modena, la ASP Distretto di Sassuolo (derivante dalla
trasformazione delle Ipab Opera Pia Castiglione di Formigine e Opera Pia Ing.
Carlo Stradi di Maranello); per la Provincia di Piacenza, la ASP Distretto di
Levante (derivante dalla trasformazione delle Ipab Casa Protetta “Vassalli
Remondini” di Castell’Arquato, Istituto “Emilio Bezzi” di Castelvetro
Piacentino e Casa Protetta “Dr. Gianni Perini” di Cortemaggiore) ed infine, per
la Provincia di Forlì-Cesena, la ASP 1 Distretto di Riccione (derivante dalla
trasformazione dell’Ipab Colonia Agricola “G. Del Bianco di Misano Adriatico) la
ASP 2 Distretto di Riccione (derivante dalla trasformazione dell’Ipab Asilo d’Indanzia “maria Ceccarini”
di Riccione) e la ASP Distretto di Forlì (derivante dalla trasformazione dell’Ipab Casa di Riposo “Pietro Zangheri” di
Forlì).
Tra i contenziosi in essere, ci sono il caso rilevante
della Pietro Zangheri di Forlì, con giudizio pendente presso il Consiglio di
Stato. La Zangheri ha fatto ricorso più volte contro il no regionale alla
richiesta di depubblicizzazione. Anche la Fondazione Pinazzi Caracciolo di
Piacenza è ricorsa, al momento al, Tar contro il no alla depubblicizzazione. E’
anche al Consiglio di Stato il caso della Toschi Cerchiari di Dozza imolese,
ricorsa contro la Regione per il rigetto dell'istanza di privatizzazione.
Lombardi ritiene che “la fotografia, non finale, del
quadro confermi che il sistema regionale sia poco sussidiario, rigido, pensato
in epoche nelle quali si pensava di poter espandere senza limiti la spesa e la
gestione pubblica”. “Sarebbero servite meno aziende pubbliche e più fondazioni,
strumento al quale la sinistra locale di governo sta arrivando con troppo
ritardo”, prosegue Lombardi, che non esclude poi da parte sua la eventuale
richiesta di dedicare una sessione della commissione regionale Bilancio alla
situazione della varie Asp ed in particolare sui loro bilanci e sulle politiche
tariffarie di queste aziende, essendo soggetti chiave del welfare locale.
"In ogni caso - conclude il Presidente - è urgente che l'assessorato e gli
uffici competenti accelerino le pratiche per le 24 istituzioni che sono ancora
in attesa della depubblicizzazione, in alcuni casi da anni".
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