OCCHI APERTI

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E' TEMPO DI REAGIRE !

venerdì 26 ottobre 2012

LUCE: A CHI TROPPA E A CHI POCA


LA VOCE 27-10-12
Il NUOVO QUOTIDIANO 27-10-12

Amati spegne il 50% dei lampioni al fine di tagliare l'alto costo della bolletta della luce, un accorgimento condivisibile anche se, per coerenza, vorremmo vedere maggior contegno della spesa pubblica anche in altri capitoli di spesa che invece lasciano molto a desiderare e un piano degli investimenti che privilegi gli interventi più urgenti. Se si arriva a tagliare sulla pubblica illuminazione in misura così drastica (50%), indipendentemente da imposizioni calate dall'alto, dobbiamo dare per scontato, che anche sul resto siano state fatte o siano in corso revisioni di contratti e di accordi atti a mantenere servizi a costi contenuti.
Ci sono aree sul nostro teritorio in cui c'è un alta concentrazione di lampioni per cui lo spegnimento di alcuni di essi non avrebbe dovuto creare particolari problemi, soprattutto visto che era stato annunciato un criterio legato all'utilità e alla sicurezza.
Per una volta ci eravamo illusi che le cose fossero state fatte ad arte, come nostra abitudine ci siamo confrontati coi cittadini e abbiamo fatto un sopralluogo per renderci conto della situazione che purtroppo è diversa da quella prospettata.

Le lamentele giungono dalle frazioni più piccole (in particolare Trebbio), e dalle zone periferiche in cui l'illuminazione era già insufficiente prima ed ora spegnendo qualche lampione si creano delle zone buie che ovviamente sono ritenute poco sicure dai residenti.

Durante il governo partecipato il miglioramento della pubblica illuminazione era tra le segnalazioni più frequenti, Amati se ne è dimenticato?

Ci sono zone in cui i lampioni sono molto vicini tra loro e risultano tutti accesi illuminando a giorno la zona e in altre zone c'è una media di un lampione spento ogni due accesi ed anche in questo caso i lampioni sono tutt'altro che radi e probabilmente con una media di uno acceso e uno spento si riesce ad avere una illuminazione sufficiente, altre zone invece hanno ora un'illuminazione insufficiente. O troppo o troppo poco serve più equità.

Ironico che qualcuno voglia portarci in Unione a 11, in tale contesto si dovrebbe ricercare di fornire ai cittadini gli stessi servizi da Casteldelci a Santarcangelo e già sull' illuminazione si vedono strategie diametralmente opposte: a Poggio Berni si sfoltiscono i lampioni e a Santarcangelo ad esempio in via Scalone si attende di poter migliorare ed aumentare la pubblica illuminazione. Mah!

Suggeriamo anche al Signor Sindaco di fare un sopralluogo "in notturna" affinchè si renda conto dove occorrono degli aggiustamenti.

Amati stacca la luce, ma per un vero risparmio si dovrebbe staccare la spina a questa amministrazione.

Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni

martedì 23 ottobre 2012

SPORT PER TUTTI

LA GAZZETTA DELLO SPORT 27-10-12 

Fare sport sta diventando sempre più un' attività ad esclusiva portata delle classi più abbienti.

Molte strutture nelle quali si svolgono attività sportive sono prevalentemente di proprietà comunale, la cui gestione viene invece normalmente affidata a società esterne o cooperative che si occupano dell'organizzazione dei corsi, della manutenzione, pulizia ecc . Chi gestisce le strutture sportive, spesso e volentieri, percepisce anche soldi pubblici, cifre a parziale copertura dei costi, che consentono loro di svolgere le varie attività, integrate in parte dagli sponsor e in parte dalle quote pagate dai partecipanti.

Il contributo da parte delle pubbliche amministrazioni credevo servisse per permettere a tutti di avvicinarsi allo sport, invece mi pare che purtroppo non funzioni affatto così.

Nel comune in cui vivo pare che alcuni corsi quali ad esempio la scuola calcio per i ragazzini, abbiano subito degli aumenti considerevoli arrivando a sfiorare un 20% in più rispetto all'anno precedente.

Possibile che si possano aumentare dei prezzi in questa maniera?

Le amministrazioni non dovrebbero avere voce in capitolo sulle tariffe applicate e soprattutto sugli aumenti?

Inutile dire che in un periodo di crisi un aumento del genere incide in un budget familiare e che questo abbia spinto alcuni genitori a rinunciare ad iscrivere i propri figli. Un vero peccato vista anche la funzione socializzante ed aggregativa che lo sport assolve.

La cosa più preoccupante è che lo sport stia sempre più diventando un lusso riservato a pochi, per gli altri probabilmente si tornerà a giocare per strada magari prendendo a calci una lattina.


Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni Rimini

venerdì 19 ottobre 2012

VIABILITA' DI VALLATA comunicato di WALTER CORBELLI



Sulla Gronda io e Corbelli non la pensiamo alla stessa maniera, ( l'interezza o meno dell'opera e le modalità di attraversamento del territorio bernese sono fattori di non poco conto), ma sul fatto che probabilmente si costruiranno opere inutili che costano milioni come il TRC e non si trovino soldi per la Viabilità in Valmarecchia è assurdo quanto purtroppo realistico.
 Gronda o non gronda, interventi per migliorare la viabilità e i collegamenti dalla costa alla montagna sono necessari così come sarebbe bene si parlasse anche di progetti alternativi alla viabilità per i quali ricordo la quasi assenza di dibattito nelle istituzioni in merito ad una mobilità diversa in Valmarecchia alternativa ed integrativa alla viabilità attuale.
 Come già più volte ribadito, la Gronda non viene cestinata ma solamente accantonata in attesa di risorse economiche. Non c'è il finanziamento, ma come ha dichiarato l'Assessore Meris Soldati l'intento rimane e per un territorio come quello di Poggio Berni sul quale non si sa dove e come si intenderà attraversarlo, la sottoscrizione a quel protocollo d'intenti è e rimane per la nostra comunità un' arma carica riposta in un cassetto.

Loris Dall'Acqua   Pdl Poggio Berni

Quello che segue è il comunicato stampa di Walter Corbelli del Mar pubblicato ieri da La Voce:

 COMUNICATO DI WALTER CORBELLI

Come avevamo paventato, purtroppo, hanno azzerato i finanziamenti per il prolungamento della Strada di Gronda, opera strategica per la Valmarecchia, che non verrà realizzata.

E’ un copione conosciuto dai Romagnoli, da sempre, si annunciano progetti mirabolandi, discussi con "nessuno", in prima linea la Regione Emilia – Romagna e la Provincia, ultimo caso, l’ipotetico collegamento della Valmarecchia con la E 45 (Novafeltria Romagnano), all’insegna del risparmio, una settimana dopo, si cancella il finanziamento del prolungamento della Strada di Gronda.

Un investimento essenziale per la Valmarecchia e per tutta la Romagna, ma si lascia ovviamente inalterato l’intervento della Provincia per il TRC (Trasporto Rapido di Costa), Rimini – Riccione, opera costosissima e probabilmente dannosa per gli stessi Enti che la stanno realizzando, in quanto, a parte il suo ingentissimo costo iniziale, gli stessi Enti, dovranno poi accollarsi gli immancabili disavanzi della gestione annuale.

Abbiamo sostenuto in diverse occasioni, che gli avvicendamenti rapidi dei responsabili politici nell’assessorato provinciale, preposto alla progettazione e gestione dei lavori pubblici, erano sì rispondenti alle "carriere" dei politici di turno, ma che le necessità amministrative dei territori, ne avrebbero pagato lo scotto. La cancellazione della Strada di Gronda ne è la drammatica prova.

L’unificazione delle tre Provincie, nella Provincia di Romagna, non è il risultato per il quale da oltre vent’anni, il M.A.R. si batte, che comunque resta, l’Autonomia Regionale Romagnola. Alla fine però, questa unificazione delle tre Provincie, potrà anche rivelarsi un "piccolo" risultato positivo, in quanto otteniamo subito lo scioglimento di questi inutili Enti. (Salvo ripensamenti salvifici sempre possibili).

Questo esperimento, scaturito dalla "becera" mediazione politica nazionale, alla fine si rivelerà insufficiente e dannoso, giocoforza quindi, si dovrà costruire la Regione Romagna, intanto però, avremo perso tempo prezioso per il rilancio di tutte quelle iniziative urgenti, che stanno sul tappeto dei territori Romagnoli, vedi: il risanamento del mare; la costruzione delle infrastrutture viarie; l’ammodernamento e riposizionamento nel mondo del settore turistico; il rilancio dell’aeroporto internazionale riminese; i collegamenti ferroviari; ecc..

La cancellazione della Strada di Gronda, è un fatto gravissimo, si dice che non ci sono i soldi, però si persegue nella costruzione di opere in nome di una ipotetica sicurezza sulla Marecchiese e su altre strade, con iniziative come la costruzione di piste ciclabili "inagibili", non tolgono i ciclisti dalle careggiate delle strade. Strade che la costruzione di pericolosissime cordolature ha reso più strette, a fronte di un traffico, che continua ad aumentare.

Le Autorità Comunali, riteniamo abbiano sottovalutato il beneficio che ne avrebbe il traffico Cittadino, dalla realizzazione della Strada di Gronda, che resta l’opera più urgente da realizzare in Valmarecchia.

Rimini, li 18/10/012.

Valter Corbelli - Coordinatore Provinciale del M.A.R.


PIU' CHE LA LUCE SI STACCHI LA SPINA !!!

Amati ha spento il 50% dei lampioni al fine di tagliare l'alto costo della bolletta della luce.
Bene!!!
Bravo!!!
Bis!!!
Se abbiamo tagliato sulla pubblica illuminazione, per coerenza, vorremmo vedere maggior contegno della spesa pubblica, anche in altri capitoli che invece lasciano molto a desiderare...

Ci sono aree sul nostro teritorio in cui c'è un alta concentrazione di lampioni per cui lo spegnimento di alcuni di essi non dovrebbe creare particolari problemi, fortunatamente pare che sia stato seguito un criterio logico legato all'utilità e alla sicurezza.
Se però si arriva a tagliare sulla pubblica illuminazione in misura così drastica (50%), indipendentemente dai dettami provenienti dall' alto, devo dare per scontato che anche su altri capitoli di spesa (quelli meno prioritari) siano state fatte o siano in corso, revisioni dei contratti per la fornitura dei servizi.
Sarebbe opportuno anche una miglior cernita sui contributi che si conferiscono a chi organizza eventi, il comune conferisce molti patrocini e non tutti sono gratuiti, occorre fare una scelta su cosa sia meritevole di ricevere soldi pubblici e cosa non lo sia.

Ci sono associazioni che si occupano della sfera sociale che no ricevono contributi, altre che hanno scopi diversi dal sociale e ne ricevono non pochi qual'è il metro di giudizio?

Anche sulla politica degli investimenti si rilevano scelte discutibili, mi chiedo ad esempio se il tunnel di collegamento tra il Centro Sociale e il Centro sportivo "Giulio Torroni" costato diverse migliaia di euro possa essere considerata una priorità. Quale utilità rappresenta quel collegamento visto che le strutture sono distanti pochi metri l'una dall' altra?
E che dire poi dei costi di manutenzione del Centro Sociale?
Sembrava dovesse essere il tempio del risparmio energetico, senz'altro le soluzioni adottate avranno aiutato un minimo il contenimento delle bollette, ma essendo la struttura più grande della Sala Diana comporterà un maggior dispendio per riscaldarla, raffreddarla e illuminarla, le bollette non ci risulta siano così economiche!!!!
Amati stacca la luce, ma per un vero risparmio si stacchi anche la spina a questa amministrazione.

Loris Dall'Acqua   Pdl Poggio Berni


mercoledì 17 ottobre 2012

RISARCIMENTI per il NEVONE di Marco Lombardi


COMUNICATO STAMPA

LOMBARDI (PDL): “Il Governo Monti poteva destinare parte dei 91 milioni di euro dei risparmi sui contributi ai partiti anche per il danni del nevone”.

Il tanto osannato Governo dei tecnici, che piace sempre più all’estero e sempre meno in Italia, sembra agire  in spregio di ogni regola giuridica (introduce norme retroattive e viola sistematicamente le competenze sancita dalla Costituzione) e civile (toglie le detrazioni subito e diminuisce un po’ di IRPEF l’anno prossimo) ma a me sembra che neppure usi il buon senso del padre di famiglia.

Mi riferisco ai danni per la neve che così tanto ha colpito la nostra Provincia.

La Regione, credo grazie anche al mio pressing, ha fatto ciò che poteva fare in questo momento, impegnandosi anche a trovare risorse aggiuntive nei prossimi interventi sul bilancio, ma per quanto faccia non riuscirà a dare risposte a quelle imprese che hanno subito danni ingenti alla loro attività.

Per provare a dare risposte ai privati, sono necessarie risorse statali e su queste il Governo nicchia.

Infatti, anche con la recente distribuzione dei 91 milioni di euro risparmiati dai rimborsi ai partiti politici, Monti ha dato prova di non considerare questa gravissima calamità che ha messo a repentaglio un’intera economia.

Dei 91 milioni di euro nulla da dire sui 61 milioni dati per il recente Terremoto in Emilia, ma rispetto agli altri 31 milioni indirizzati a situazioni ormai più consolidate (terremoto in Umbria ed in Abruzzo) certamente si poteva fare qualcosa anche per una calamità ben più attuale e drammatica come quella dell’emergenza neve nella nostra Provincia ed in quella di Forlì-Cesena.

Il Governo tecnico si dimostra sempre più un Governo di contabili senza cuore e senza il polso delle situazioni reali.

L'ON.SERGIO PIZZOLANTE RINGRAZIA MONS. LAMBIASI

Comuniucato dell' On. Sergio Pizzolante

Io laico ringrazio il Padre della Comunità Cattolica riminese. Come Papa Ratzinger, monsignor Lambiasi parla, ha parlato, a tutti noi laici e cattolici, credenti e non credenti.
Non si è trattato di una intromissione nella sfera politico-istituzionale e se anche lo fosse stata, benvenuta.
Questo non è un momento normale, non stiamo vivendo una qualsiasi crisi congiunturale, siamo di fronte al momento più difficile dell’era moderna e dell’Occidente e abbiamo bisogno di parole forti, non convenzionali, vere. È in atto una gigantesca capriola della storia, ci sono enormi spostamenti di ricchezza, di benessere, da Occidente ad Oriente, spesso dalle comunità democratiche ai paesi con regimi totalitari. Le democrazie, le civiltà occidentali, l’Europa, l’Italia, Rimini sono scosse nelle fondamenta delle proprie certezze centenarie, la parola futuro, come mai prima, è diventata sinonimo di paura. In questo contesto molti pensano che la classe politica sia inadeguata ad affrontare questo passaggio epocale. È così! Ma i problemi sono giganteschi, come mai prima. Chi è adeguato se agisce da solo? I tecnici non stanno dando una grande prova di governo. Lo sarà Grillo? Aspettiamo l’uomo della provvidenza? Si può solo distruggere senza costruire? Lambiasi dice no. La sua analisi, la sua visione, le critiche, il coraggio di affrontare questioni concrete, il turismo, lo sballo, dicono una cosa importante: è la comunità tutta che deve reagire e ogni reazione costruttiva è un’azione politica; lavoriamo insieme, assumiamoci tutti una responsabilità, facciamo, ognuno di noi, qualcosa in più rispetto a quanto, per il nostro ruolo, ci compete. Lambiasi ci ha detto che la politica, la responsabilità di fare cose con valenza politica è di tutti noi. Lui ha voluto farla. La politica non è una categoria, se lo diventa non è buona politica. Monsignor Lambiasi ha, ancora una volta, dato con generosità, il suo contributo intellettuale di comprensione della realtà, di visione del futuro: Rimini è ferma, è invecchiata, importa costumi e valori che rattrappiscono il suo tessuto sociale, culturale e politico. Nel discorso alle autorità di due anni fa disse: “Rimini è una città dal grande passato”.
Quanta distanza dopo un quarto di secolo dalle parole di monsignor Tonini: “Quel che succede nel mondo, a Rimini accade prima”.
Le feste rave, bagnate dall’alcol, uccidono una identità.
È la dimostrazione che oggi ciò che succede nel mondo a Rimini accade dopo. E se accade dopo non è nella nostra tradizione migliore, anche quando, bene che vada, accade dopo Friburgo.
Gli inglesi dicono: cos’è la tradizione? È una innovazione venuta bene.
Noi abbiamo smesso di produrre nuove tradizioni per il nostro futuro. È la nostra capriola della storia. È la metafora di una decadenza, di ciò che accade dopo o non accade mai, le spiagge, il lungomare, la viabilità. O non accade più, la capacità di innovare e di anticipare i tempi.
Tutto è fermo, immobile, difficile, triste. E se Rimini è triste non è più Rimini. Ma noi che facciamo politica per responsabilità diretta non dobbiamo usare le parole di Lambiasi contro i nostri avversari. Chi governa ha grandi responsabilità, chi è all’opposizione da decenni ha la responsabilità di non essere stato capace di andare al governo. Le parole di Lambiasi devono interrogare tutti, per il contenuto e per la scelta di pronunciarle. Ora è più evidente che il Re è nudo.
È stato un gesto che ci ha aiutato a comprendere i nostri limiti, può, deve, essere un’occasione da cui ripartire per superarli, unendo le forze.

 
On. Sergio Pizzolante

venerdì 12 ottobre 2012

LA FUSIONE DI HERA di Marco Lombardi


COMUNICATO STAMPA

LOMBARDI (PDL): “Le delibere di vari Comuni sulla fusione Hera-Acegas svelano l’inganno della sinistra”

La fusione Hera – Acegas ha finalmente fatto scoppiare tutte le contraddizioni di un sistema politico amministrativo egemonizzato dalla sinistra che da anni usa le regole del mercato non per ampliare la concorrenza ma per allargare il proprio potere. Applicare le regole europee o semplicemente di buon senso per distinguere il soggetto che eroga un servizio pubblico (soggetto privato) da chi deve controllare (soggetto pubblico) che il servizio sia svolto bene ed a costi contenuti per i cittadini, significa migliorare l’efficienza e creare risparmi. 

Con Hera non è avvenuto così.

L’influenza politica sui suoi organi amministrativi è sempre stata evidente ed il suo strapotere tecnico-organizzativo  rispetto all’organo che avrebbe dovuto controllare il servizio (ATO) era ed è imbarazzante. Se a ciò aggiungiamo che i Comuni, che dovrebbero controllare, sono soci e percepiscono gli utili, e che Hera è quotata in borsa e quindi deve rispondere ai criteri  imposti dal mercato per non perdere valore azionario, capiamo perché oggi molti, anche a sinistra cominciano ed essere spaventati ed a ripensare all’intero modello.

La nuova disciplina sull’ATO regionale prova ad aumentare il potere di controllo pubblico, ma se alle petizioni di principio non seguiranno fatti concreti ed una forte volontà politica, tutto il meccanismo risulterà vano.

Noi come PDL riminese, abbiamo da sempre sostenuto l’opportunità per gli Enti Pubblici di vendere le azioni di Hera, sia per far fronte ad investimenti immediati e necessari, sia per rompere quel pericoloso cordone ombelicale tra il controllore ed il controllato. La sinistra ci ha sempre criticato in questa posizione salvo oggi fare una clamorosa marcia indietro.

La crisi e la diminuzione di risorse pubbliche, non consente più alla sinistra di usare il mercato a suo uso e consumo e di improvvisarsi liberale.

Oggi se si aderisce alle regole del mercato queste vanno seguite fino in fondo e se il pubblico abdica al proprio ruolo di controllore della qualità e del giusto costo dei servizi pubblici locali, crea dei danni ai propri cittadini.

In fine, il fatto che vari sindaci del PD abbiano votato contro a questa fusione pure essendo vincolati al voto del patto di sindacato, da un lato dimostra  ancora una volta l’uso strumentale delle deliberazioni comunali, ma dall’altro certifica che la sinistra non può più tenere i piedi in due scarpe liberalismo economico e statalismo comunista non sono conciliabili ed i nodi stanno sempre più venendo al pettine.   

giovedì 11 ottobre 2012

SULLA PIANIFICAZIONE L'UNIONE E' INUTILE

UNIONE DI NOME MA POI, NEI FATTI OGNUN PER SE

Unione e Comunità Montana dovrebbero poter svolgere anche un ruolo di coordinamento che purtroppo i comuni sono restii a conferirgli.

Su La voce di Venerdì 12-10-12 Walter Corbelli del Mar parlando di viabilità, fornisce due ottimi spunti di riflessione sulla Gronda e sull' Unione:

GRONDA
Parlando di viabilità della Valmarecchia si parla inevitabilmente di Gronda e quindi di Poggio Berni e Corbelli lamenta il fatto che ci siano voluti oltre 10 anni per convincere il Sindaco di Poggio Berni frase sulla quale vorrei chiamare alla riflessione i bernesi che credono che Amati sia contro la Gronda e si rifletta anche su come sia stato sufficente cambiare Sindaco......
Ed è bene ricordare che la mancanza di risorse o la "cancellazione" della provincia di Rimini non hanno cancellato la Gronda ma ha solamente fatto riporre il progetto in un cassetto che riprenderà il proprio iter appena arriveranno soldi per finanziare l'opera.


UNIONI
Come con la Gronda prima e con il collegamento con la E 45 balza agli occhi l'inutilità dell'Unione dei Comuni o della Comunità Montana incapaci di uniformare le esigenze dei territori, inoltre come non rilevare che nel caos si legittimano altri a decidere.

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Per chi non l'avesse letto questo che segue il comunicato INEDITO postato lo scorso mese in merito all'articolo de Il Corriere Rimini del 20-09-12:


        Sulla strada di gronda alcune dichiarazioni dell'Assessore Provinciale alla viabilità Meris Soldati fanno il punto della situazione attuale rompendo il lungo silenzio.
I tagli del governo, i minori trasferimenti agli enti locali, il patto di stabilità si riflettono sulle risorse economiche messe in campo rimane quindi in stand by il percorso iniziato.

Questo in parole povere non significa che la gronda non c'è più, ma significa semplicemente che non si fa ora, come dichiara la stessa Soldati l'obbiettivo rimane. Probabilmente l'iter ripartirà in quarta, appena si troveranno le risorse economiche, visto che Amati ha comunque sottoscritto il protocollo d'intesa con la provincia.
Aver scelto di sottoscrivere quel protocollo senza nemmeno aver chiaro quale debba essere il tracciato, quando entrambe le ipotesi presentavano forti perplessità e autorizzando anche la realizzazione parziale del progetto, visto che il documento chiede l'impegno a non impedire la realizzazione degli altri stralci fa si che la gronda nella sua aleatorietà e con i suoi nodi mai sciolti resti una minaccia per la nostra comunità.


Loris Dall'Acqua        Pdl Poggio Berni

sabato 6 ottobre 2012

IN VALMARECCHIA UNIONE nel RUBICONE FUSIONE

Libero Quotidiano online 08-10-12
Europa Quotidiano 09-10-12
La Voce 10-10-12
Il Corriere 13-10-12

FANTASIE ?
FARNETICAZIONI?
OGNUN TRAGGA LE SUE CONCLUSIONI!


La Regione Emilia Romagna, ravvisata la necessità di continuare a garantire i servizi ai cittadini e a costi contenuti (impresa sempre più ardua per i piccoli comuni se non attraverso una gestione in forma associata) si sta accingendo al riordino territoriale.

A tal proposito, a livello regionale, sono stati individuati i cosiddetti “ambiti ottimali”, spesso corrispondenti al distretto sanitario, ed a seconda dei casi all’ interno di essi si individua quale dovrà essere il futuro amministrativo.

Alcuni aspetti non sono però chiari: Chi individua quale sia la soluzione migliore? Per quale motivo in un ambito va bene la fusione e in un altro è meglio l'Unione? Quando si parla di ambito ottimale si intende ai fini puramente amministrativi o politici? Queste sono solo alcune delle domande che bisognerebbe porgere al Pd.

Singolare il fatto che in due vallate confinanti tra loro il Pd abbia scelto due modelli differenti e in entrambi i casi intenda tirar dritto senza possibilità di mettere a confronto quanto deciso in camera charitatis con altri modelli.

In Valmarecchia il Pd sta fortemente spingendo per la realizzazione di un' Unione a 11 mettendo insieme le attuali unioni: quella a 4 della Bassa Valmarecchia e la Comunità Montana a 7, come mai queste due unioni non vanno più bene?

A voler pensar male qualcuno potrebbe maliziare che essendo il Pd al governo in ben 9 comuni su 11, nel malaugurato caso in cui dovesse perdere qualche comune, il partito su quei comuni manterrebbe comunque il proprio potere su tutto quanto viene gestito dall' Unione, ipotesi avvallorata dall’esclusione di Bellaria Igea Marina grande comune amministrato dal Pdl, facente parte dell’ambito della Valmarecchia ed unico escluso . Per l'opposizione è già difficile vincere un comune ( l'Emilia Romagna è da sempre considerata una roccaforte del Centro Sinistra), per cui per il Pdl avere peso in Unione a 11 sarebbe un'impresa a dir poco titanica.

Nella confinante Valle del Rubicone invece si corre verso alla fusione tra due comuni, l'ipotesi di un' Unione Rubicone - Costa non interessa a Savignano e a San Mauro. Premesso che preferisco la Fusione all'Unione a mio avviso solo costituendo comuni più grandi si riescono a contenere i costi, non posso non rilevare che guarda caso, in quell'ambito si fondono i due comuni amministrati dal Pd mentre l'Unione profilata pare loro indigesta. Come dargli torto visto che in quell'ambito alcuni comuni come Sogliano, Cesenatico e Gatteo sono già amministrati dal Centro Destra? Che se ne farebbero di un' Unione in cui rischiebbero di essere in minoranza?

Quella in corso sembrerebbe più un'opera di normalizzazione che di riordino territoriale ma c'è da chiedersi se tesa a salvaguardare le roccaforti rosse che in questa maniera sarebbero maggiormente corazzate.

Cordiali saluti,

Loris Dall'Acqua     Poggio Berni

venerdì 5 ottobre 2012

ASSICURAZIONE ASL di Marco Lombardi


Marco Lombardi interviene sulla gestione diretta della Regione dei sinistri in sanità

La marcia indietro della Regione sulla gestione dei sinistri da parte del Servizio Sanitario Regionale è anche merito mio. Tempo fa criticai la scelta di molte Asl, compresa la nostra, di servirsi di una Compagna Assicuratrice straniera dai contorni poco rassicuranti, e con una interrogazione invitai l’Assessore Lusenti a prendere provvedimenti.

Mi venne risposto che tutto era frutto di una procedura assolutamente in regola.

Alcuni episodi negativi capitati in altre Regioni, hanno però evidentemente fatto cambiare idea all’Assessore Lusenti che oggi si indirizza verso una gestione diretta dei sinistri, e questo fatto darà maggiore sicurezza e maggiori garanzie sia a quei  pazienti che purtroppo per errori medici dovranno usufruire del risarcimento del danno, sia a qui medici che potranno assicurarsi con maggiori garanzie personali.

Siccome, come affermato dall’ Assessore, il tutto si tradurrà anche in un consistente risparmio visto che nel 2011 il costo per le assicurazioni ammontava a 46 milioni di euro e non esonerava la Regione da ingenti pagamenti per far fronte alle franchigie,sono lieto di aver contribuito anche io nel mio ruolo di Consigliere di opposizione, alla retromarcia della Regione ed al risparmio di risorse pubbliche.   
Marco Lombardi Pdl

giovedì 4 ottobre 2012

VIAGGIO VERSO IL COMUNE UNICO

La Voce 06-10-12

CHRISTIAN E LORIS IN MISSIONE  per VOI
 
Alla ricerca del COMUNE UNICO 

Mercoledì 3 Ottobre, a Savignano, si è tenuto un pubblico incontro dove è stato presentato lo studio di fattibilità sulla fusione tra i comuni di Savignano sul Rubicone e S.Mauro Pascoli, un incontro molto partecipato, con il quale si avvia l'iter istituzionale della fusione. All'incontro sono state messe a confronto la realtà del Rubicone con le altre realtà che stanno accingendosi a fare lo stesso percorso e con quelle che sono invece in fase più avanzata, come ad esempio i 5 comuni della Val Samoggia che, in Novembre, si recheranno alle urne per votare il Referendum. Il periodo del percorso che porta alla fusione durerà circa un anno, durante il quale si svolgeranno diversi incontri sul tema ed in cui sarà coinvolto, a diverse riprese, il mondo delle imprese, delle associazioni, del commercio ecc. ecc.
Alla fase degli incontri con la cittadinanza, seguirà poi l'agognato Referendum, che sarà consultivo, anche se entrambe le amministrazioni hanno già messo le mani avanti, affermando che, qualunque sarà il risultato, questo verrà rigorosamente rispettato. Aspetto poi molto interessante è l'assenza del quorum. Non è prevista, infatti, una soglia minima di elettori, il risultato, quindi, sarà valido anche se fossero solo 4 gatti a recarsi alle urne; un acccorgimento utile che evita di avvantaggiare chi sostiene la causa del no che, con l'invito a non recarsi alle urne, fa spesso breccia nelle masse.
Se l'esito del Referendum sarà positivo, si entrerà poi nella fase di non ritorno, in quanto la palla passerà alla Regione e, conseguentemente, ci sarà il commissariamento dei due enti che saranno oggetto di riordino di uffici, funzioni e quant'altro. Sarà poi il comissario prefettizio ad indire poi le elezioni amministrative che sanciranno la "nascita" del consiglio comunale "unificato" e sarà sempre il commissario a consegnare al nuovo Sindaco le "chavi" del Comune Unico.
Un Sindaco, una sola giunta e un solo consiglio comunale anzichè due! Questo il futuro della componente politica, mentre, dal punto di vista amministrativo, ci sarà l'accorpamento di tutti i servizi di back office e il mantenimento nei municipi dei servizi di front office, quali ad esempio l'urp, l'anagrafe, i servizi sociali...
Sopravvivono, quindi, i municipi che avranno un ruolo consultivo e/o di controllo per il nuovo comune, una ipotesi che dovrebbe essere ritenuta rassicurante da quanti temono la fusione.
Come accade per le Unioni, anche per le fusioni sono previsti fondi statali e regionali: i primi per 10 anni e gli altri per ulteriori 5 anni, fondi che serviranno, tra le altre cose, per provvedere al riordino o per farsi carico di quelle incombenze che non devono gravare sui cittadini.
Altro elemento importante è la corsia preferenziale che i comuni nati da fusioni avranno quando presenteranno progetti per ottenere finanziamenti, in quanto questi avranno priorità sugli altri comuni che si definiscono "normali". Come dichiarato dagli stessi amministratori per assurdo a volte per valorizzare un territorio occorre abbattere due campanili per crearne uno più alto, un bell'invito a saper andare oltre ed a creare così un'identità ed un'esperienza nuove.
Loris Dall'Acqua             Christian Carrieri

lunedì 1 ottobre 2012

IL CONSIGLIO BERNESE SULL'AREA EX BUZZI

Estratto dal link sul Governo Partecipato del sito del Comune di Poggio Berni
 

PROPOSTA N. 3

Il Sindaco legge l’oggetto della proposta presentata:

 

3) Il futuro dell'area ex Buzzi Unicem, sita nel comune di Santarcangelo, è di indubbio interesse sovracomunale in modo particolare pr Poggio Berni con la quale confina. Trattandosi di un'area collocata tra il fiume e un centro abitato di un certo rilievo, chiedo che l'Amministrazione bernese, esprima in merito, alla riqualificazione di detta area, un parere contrario a qualsiasi forma attività di stoccaggio e/o lavorazione rifiuti o di qualsiasi altro tipo di attività che possano ledere la qualità della vita delle comunità di S. Michele e Sant'Andrea.

(Proponente Sig. Loris Dall’Acqua prot. n. 3767)

 

Il Presidente della Commissione Omar Ravello legge il parere espresso dalla Commissione “Partecipazione”

PARERE DELLA COMMISSIONE

 

IL CONSIGLIO COMUNALE NELL'ANNO 2009 SI E' GIA' ESPRESSO IN MERITO ALL'AREA BUZZI UNICEM, COMUNQUE RIPETIAMO CHE NON SIAMO FAVOREVOLI ALL'INSEDIAMENTO DI ATTIVITA' CHE POSSANO LEDERE LA QUALITA' DELLA VITA DEI RESIDENTI LIMITROFI E DI TUTTA LA CITTADINANZA BERNESE.

 

Il Sindaco apre la discussione ed effettuano interventi:

Ronny Raggini più volte

Sig. Loris dall’Acqua

Roberto Feligioni Casadei chiede di modificare il parere della Commissione sostituendo “non siamo favorevoli” con “siamo contrari”

Francesca D’Amico

Il presidente della Commissione Omar Ravello è favorevole alla modifica, pertanto il parere viene modificato come di seguito riportato:   

IL CONSIGLIO COMUNALE NELL'ANNO 2009 SI E' GIA' ESPRESSO IN MERITO ALL'AREA BUZZI UNICEM, COMUNQUE RIPETIAMO CHE SIAMO CONTRARI ALL'INSEDIAMENTO DI ATTIVITA' CHE POSSANO LEDERE LA QUALITA' DELLA VITA DEI RESIDENTI LIMITROFI E DI TUTTA LA CITTADINANZA BERNESE.

Terminati gli interventi il Sindaco mette ai voti il parere della Commissione con la modifica proposta: 

VOTAZIONE: Unanimità