OCCHI APERTI

OCCHI APERTI
E' TEMPO DI REAGIRE !

domenica 30 settembre 2012

UNIONE a 11: CASTELDELCI CITTA' APERTA 2

Su La Voce l'opposizione (PD) di Casteldelci continua a lagnarsi per i distinguo di Mario Fortini sull' Unione a 11, mi pare incredibile che di fronte ai timori palesati dal Sindaco essi si dichiarino convinti del fatto che accadrà il contrario quindi secondo loro Santarcangelo ne uscirà penalizzato, la montagna privilegiata, l'ospedale potenziato, ma non era a S.Agata che avevano realizzato la prima rocca delle fiabe?

Loris Dall'Acqua

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QUANDO UNA MINORANZA POLITICA CONSIGLIARE NON SA COME CLASSIFICARE O MEGLIO DEFINIRE UNA SPINTA CHE NASCE DAL BASSO, DALLA GENTE IN MODO CHIARO E INCONTROVERTIBILE, SUL TEMA DEL ORAMAI
FAMOSO E FUMOSO RIORDINO ISTITUZIONALE ELASTICIZZATO COME LA PELLE DEI MIEI..........,DI QUESTA REGIONE EMILIA-MAGNA....BE' ALLORA SI USANO TERMINI COME QUELLIO D'ATTRIBUIRE DEL " P O P U L I S T A" AL SINDACO MARIO FORTINI, COME SE FOSSE UNA GRAVE MALATTIA, UN VIRUS, UNA DISABILITA' GRAVE,..,.

CHE PENA CHE MI FANNO COSTORO...!!!

IL TERMINE POPULISMO NASCE A META' DEL SECOLO APPENA TRASCORSO E GUARDACASO NASCE PROPRIO NEI PAESI SOVIETICI, ED ERA CARATTERIZZATO DA IDEE DELLE COMUNITA' RURALI E CHE GLI ADERENTI RITENEVONO LEGATE ALLA TRADIZIONE DI QUEI TERRITORI E DELLE VITA VISSUTA NELLE CAMPAGNE.

DUNQUE QUALE MIGLIORE ACCEZIONE FU' QUELLA DI DARE DEL POPULISTA A UN SINDACO CHE DI FATTO INTENDE IDEALIZZARE IL MONDO POPOLARE E DELL'ENTROTERRA COME DETENTORE DI VALORI POSITIVI !!!?.

QUINDI AD OGNUNO LA SUA DEFINIZIONE DI POPULISMO A SECONDA DEL SUO APPROCCIO E INTERESSE.......DI COSTORO AD ESEMPIO LO SI POTREBBE DEFINIRE UN POPULISMO STALINISTA DELLA PEGGIORE FAMA..DI STERMINATORE......APPUNTO DI COMUNITA' RURALI DI ALLORA...
A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE...
MEDITATE GENTE MEDITATE GENTE.


Sandro Polidori

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A Casteldeci il sindaco non è polulista ma del POPOLO. Fortini ha dimostrato di non aver timore ad ascoltare i propri cittadini e non ha esitato a metterli al centro del suo mandato, dando un senso al termine " democrazia partecipata " quella frase tanto in voga in politica, ma che in altri comuni è rimasta una scritta inanimata sui programmi elettorali.

Quanti altri sindaci possono definirsi del popolo?

Rispondere obbiettivamente a questa domanda non è difficile, vi basti pensare a quanti degli 11 sindaci hanno discusso con i cittadini in pubbliche assemblee il tema della gestione associata o dell' unione a 11 o del riordino territoriale visto che nessuno poteva immaginarsi all' epoca un' unione così ampia e nessuno lo aveva messo in programma.

La risposta è che solo Fortini lo ha fatto, tutti gli altri sono pronti a sedersi ad un tavolo per parlarne senza sapere cosa ne pensano i propri cittadini, considerando VERGOGNOSAMANTE il mandato una delega in bianco anche su temi così importanti.

W FORTINI Sindaco del Popolo!!!!!!

Loris Dall' Acqua

sabato 29 settembre 2012

I TARTASSATI

La Voce 30-09-12

L'amministrazione di Poggio Berni sta mantenendo un atteggiamento a dir poco incomprensibile in merito a tasse e tariffe enfatizza delle inezie e tace sugli aumenti esorbitanti.
Si annuncia in pompa magna la ridistribuzione di circa 14.000 euro a quei cittadini che in questi 3 anni hanno conferito i rifiuti all'isola ecologica, stiamo parlando di circa 500 cittadini beneficiari e conti alla mano mediamente riceveranno 28 euro pro capite per i 3 anni e quindi per ogni anno significa che riceveranno un importo di poco superiore a 9 euro. Certamente meglio di niente. Peccato però che a quei cittadini che tutti i giorni combattono, pardon, differenziano con l'e-gate non verrà concesso alcuno sgravio.

Se la giunta fa squillare le trombe sulla Tarsu non si è espressa invece sulle tariffe del centro sportivo.

Il Centro sportivo Giulio Torroni è una struttura pubblica la cui gestione è affidata ad un'associazione che ci risulta percepisca anche soldi dall' amministrazione a parziale copertura dei corsi. Una copertura parziale in quanto per la restante parte sono gli iscritti o le loro famiglie a metterci la differenza. Apprendiamo con sconcerto che i corsi quest' anno hanno subito degli incrementi vertiginosi per alcuni dei quali si parla addirittura di un 20% e ci chiediamo di fronte a tutto questo quale sia la posizione dell'amministrazione.
A quanto ci risulta le tariffe e gli eventuali aumenti dovrebbero essere sottoposti al vaglio della giunta e quindi vorremmo capire che cosa sia successo: se la giunta ha approvato detti aumenti, se siamo noi in errore per cui il gestore puo applicare i prezzi che vuole in totale autonomia o se il gestore ha aumentato le tariffe senza che l'amministrazione ne fosse a conoscenza. Vorremmo sapere come sono andate le cose prima di giungere a conclusioni ma crediamo che, qualora venissero rilevati comportamenti scorretti da parte del gestore si prendano i dovuti provvedimenti compresa la recessione dal contratto e l'emissione di un nuovo bando.
Lo sport è importante in particolare per i ragazzi non solo per la salute, ma anche per la funzione socializzante che esso favorisce, di fronte a simili aumenti alcuni genitori potrebbero decidere di non iscrivere i propri figli o di portarli fuori comune.



Francesca D'Amico
                 Loris Dall'Acqua



Pdl Poggio Berni

giovedì 27 settembre 2012

CARISSIMO SPORT !

       Il Centro sportivo Giulio Torroni è una struttura pubblica la cui gestione è affidata ad un'associazione che percepisce anche soldi dall' amministrazione di Poggio Berni a parziale copertura dei corsi, mentre per la restante parte sono gli iscritti o le loro famiglie a metterci la differenza. Apprendiamo con sconcerto che i corsi quest' anno hanno subito degli incrementi vertiginosi per alcuni dei quali si parla addirittura di un 20% e ci chiediamo di fronte a tutto questo quale sia la posizione dell'amministrazione.
      A quanto ci risulta le tariffe e gli eventuali aumenti dovrebbero essere sottoposti al vaglio dell'amministrazione e quindi vorremmo capire che cosa sia successo:
- la giunta ha approvato detti aumenti?
- il gestore puo applicare i prezzi che vuole?
- il gestore ha aumentato le tariffe senza che l'amministrazione ne fosse a conoscenza?
     Vorremmo sapere come sono andate le cose prima di giungere a conclusioni ma crediamo che, qualora venissero rilevati comportamenti scorretti da parte del gestore si prendano i dovuti provvedimenti compresa la recessione dal contratto e l'emissione di un nuovo bando.
    Lo sport è importante in particolare per i ragazzi non solo per la salute ma anche per la funzione socializzante che esso favorisce, di fronte a simili aumenti alcuni genitori potrebbero decidere di non iscrivere i propri figli o di portarli fuori comune.

Pdl Poggio Berni

mercoledì 26 settembre 2012

TURISMO VALMARECCHIA


CHI DECIDE  SUL TURISMO IN VALMARECCHIA?

Quello che segue è uno stralcio di un documento presumibilmente scritto a Santarcangelo. Molti i contenuti che condivido, ma c'è una questione di metodo che non posso non rilevare contenuta in uno stralcio di questo stralcio di documento:

"E’ in virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito."
 
EBBENE:
 
Non esiste ancora l'Unione a 11 e questi 3 comuni si sono autonominati referenti unici per il turismo? Esiste una delibera che autorizzi questi signori a parlare per tutti o vige l'anarchia più totale?
 
Questa parte della soluzione preconfezionata:
IPOTESI DI LAVORO
PER LO SVILUPPO DI UN TURISMO DI VALLATA
 
“Un progetto di valorizzazione turistico/culturale per la Valmarecchia”
........................................................................ 
Con l’entrata dei sette  Comuni dell’AltaValmarecchia nella Provincia di Rimini, la Valle del Marecchia si ricompone istituzionalmente e amministrativamente e recupera una unitarietà che ci impone di rivedere e ripensare alle nostre politiche di vallata. Il turismo è uno di quei settori che più di altri si presta ad una visione unitaria.

 

Il territorio della Valmarecchia è caratterizzato da una chiara vocazione ad un turismo legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche, ad un’elevata qualità ambientale e paesaggistica e ad importanti presenze architettoniche e storico-culturali.

 

Si tratta, d’altra parte, di un’area che vive tutte le difficoltà oggettive che caratterizzano i territori dell’entroterra, collinari e montani; accessibilità non sempre facile, basso livello di notorietà, elevata frammentazione del sistema di offerta, presenza in massima parte di micro imprese con difficoltà di comunicazione e commercializzazione.

 

In definitiva questo territorio, pur garantendo una pluralità di offerte, assolutamente non coordinate sinergicamente tra loro, stenta visibilmente a proporre un “Prodotto” complesso ed articolato, trainato da un brand forte e facilmente riconoscibile e guidato da una o più eccellenze in grado di traghettare tutto il sistema verso una proposta unica e condivisa che renda appetibile l’area in oggetto.

Le peculiarità del territorio e le caratteristiche delle strutture ricettive presenti necessitano di una strategia che possa coordinare le realtà locali, perseguendo alcuni fondamentali obiettivi:

 

1.       aumentare il livello di accoglienza e la qualità dei servizi offerti all’ospite dai singoli operatori;

2.      offrire opportunità di crescita professionale agli operatori turistici grazie ad attività di formazione/informazione (corsi, anche in modalità e-learning, stage formativi, visite guidate);

3.      favorire la competitività delle imprese offrendo servizi di consulenza e studiando assieme nuove metodologie di lavoro  “market oriented”, che permettano di fidelizzare e conquistare clientela;

4.      fornire un supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici, soprattutto per quelle imprese che si rivolgono a nuovi mercati;

5.      promuovere lo sviluppo e l’adozione di innovazioni tecnologiche a favore di un miglioramento della qualità del servizio e del prodotto.

 

Le azioni che possono essere promosse al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati sono molteplici, e necessitano di un costante aggiornamento ed adeguamento alle esigenze del mercato di riferimento.

 

Cosa fare

E’ evidente che in primo luogo gli enti locali dovranno condividere una strategia sulla base della quale definire un progetto avendo la colpevolezza che difficilmente riusciranno a darne efficace concretizzazione senza il coinvolgimento degli altri soggetti che operano nel settore: imprese private, pro loco, associazioni, operatori, ecc.

Gli strumenti per mettere insieme questa molteplicità di soggetti  possono essere diversi. In questo momento sembra di individuare nel “consorzio” la modalità più funzionale ma ciò non toglie che in questa prima fase ci si possa avvalere di strutture già esistenti (società, fondazioni, associazioni nell’ambito delle quali gli enti locali già svolgono un ruolo trainante).

Le finalità di questo, chiamiamolo provvisoriamente “consorzio”, dovrebbe essere la valorizzazione, la promozione e la commercializzazione del territorio, ma con in più l'erogazione, nei confronti dei propri associati, di una serie di servizi. Occorre, però, favorire l’adozione di un approccio, come detto sopra, di marketing oriented  nella programmazione e nella promozione, che passa inevitabilmente anche attraverso una maggiore “cultura dell’accoglienza”.

Pertanto si possono intravedere filoni di sviluppo che vanno in direzioni fra loro sinergici e complementari:

1.       accrescere una “cultura dell’accoglienza” da parte degli operatori del “consorzio” al fine di sensibilizzare un approccio volto alla soddisfazione del cliente, a realizzare proposte di qualità e in linea con le richieste del mercato;

2.      accrescere la visibilità del territorio e dei suoi operatori e le opportunità di commercializzazione delle proposte;

3.      fornire servizi alle strutture.

 

Obiettivi


In sintesi obiettivo fondamentale che dobbiamo porci è quello di sviluppare e promuovere il flusso turistico sul territorio della Valmarecchia attribuendo un valore aggiunto al già presente turismo stagionale, soddisfacendo così il desiderio del turista di visitare luoghi ricchi di arte, in cui venire a conoscenza delle tradizioni storiche e culturali, il piacere di gustare i piatti e i prodotti tipici della gastronomia del posto, la voglia di riportare a casa “un pezzetto” del territorio attraverso l’acquisto di articoli di pregiato artigianato artistico locale.

 

Il “consorzio” si deve prefiggere lo scopo primario di sostenere e favorire la tipicità e l’identità dei luoghi, le bellezze artistico-culturali, le produzioni artigianali, le risorse eno-gastronomiche suggerendo percorsi alternativi abbinati ai più significativi eventi e prodotti del territorio della Valmarecchia.  Gli itinerari consigliati dovranno essere costruiti con attenzione attorno alle risorse culturali e naturali diventando così il perno su cui far ruotare la proposta complessiva.

 

Le offerte dovranno coprire tutte le stagioni e proporre interessanti opportunità di visita durante tutto l’anno, favorendo il movimento turistico anche nei periodi generalmente soggetti ad un calo dell’affluenza dei visitatori.

 

Da analisi sull’orientamento generale del mercato si evince che  è sempre più forte. la tendenza a ricercare sempre più il particolare, l’originale e soprattutto il non “riproducibile” in serie, oltre l’ aspettativa, regalando emozioni autentiche

 

Gli obiettivi possono quindi così riassumersi e delinearsi:

1.       sviluppare proposte in grado di destagionalizzare l’offerta turistica complessiva;

2.      consolidare e promuovere una identità chiara e riconoscibile che rappresenta un elemento chiave per far conseguire agli attori la consapevolezza d’appartenenza al sistema stesso. Consapevolezza necessaria per spingerli ad investire le proprie risorse, i propri sforzi e soprattutto la propria fiducia nell’attivazione di azioni cooperative nel proprio territorio;

3.      coordinare il lavoro di tutti gli attori del territorio, rappresentando per gli stessi un valido strumento di promozione e di rappresentanza, in grado di raccogliere le risorse, operare le necessarie selezioni, costruire il prodotto turistico e infine commercializzarlo;

4.      incrementare le proposte ed i flussi turistici delle aree interne;

5.      incentivare e promuovere la visibilità del territorio e dei suoi prodotti al visitatore e ai turisti;

6.      rafforzare il segmento del “turismo rurale”, ossia quella particolare forma di turismo che associa i paesaggi ambientali, le tradizioni culturali, le produzioni tipiche e la vita dei territori e dei borghi rurali ad un approccio più moderno e contemporaneo del “cosa poter fare” in questi luoghi e con quale “modalità” scoprirli;

7.      favorire la commerciabilità dei prodotti tipici locali di artigianato ed enogastronomia inserendoli all’interno di percorsi tematici individuati;

8.      favorire e promuovere l’integrazione tra i vari comparti (culturale, ambientale, artigianato locale, eno-gastronomico, benessere e qualità della vita ecc…) attraverso la progettazione e la realizzazione di circuiti turistici tematici;

9.      presentarsi sul mercato nazionale ed internazionale con proposte di viaggio in grado di distinguersi all’interno del panorama di itinerari turistici offerti in altre aree.

 

Il pensiero della Provincia

Quelli sopraelencati sono obiettivi coerenti con il Programma Turistico di Promozione per l’anno 2013 e le sue linee strategiche e programmatiche adottate recentemente dalla Provincia di Rimini e finalizzate al raggiungimento di 5 obiettivi specifici tra i quali figura la “Valorizzazione turistica dell’entroterra” dove, tra l’altro si legge: “…Oggi l’occasione che ci è offerta è la possibilità di costruire, nei fatti un prodotto turistico entroterra autonomo, vero, in grado di competere sui mercati nazionali ed esteri, un’offerta turistica integrata, che, all’insegna del nuovo brand “Malatesta & Montefeltro”, fondata su realtà depositarie di testimonianze storiche, artistiche, naturali e paesaggistiche, ma nel tempo stesso rappresentative di quella parte di identità del territorio provinciale più legata alle tradizioni artigiane, ai prodotti enogastronomici, al folklore locale, alla vacanza attiva. …

Tre le direzioni d’intervento: messa in rete dei singoli servizi, partendo da una gestione coordinata e integrata dell’informazione turistica da gestirsi in modo innovativo, secondo formule moderne pubblico/private, dal collegamento delle singole offerte, esperienze, prodotti, attrazioni progettualità, da un maggior coordinamento degli eventi da abbinarsi con la commercializzazione di possibili specifiche proposte di viaggio; promo-commercializzazione vera del prodotto Malatesta & Montefeltro, con il concorso del pubblico, che deve favorire le condizioni, ma con un ruolo decisivo e propulsivo del privato, in quanto oggi l’offerta turistica del nostro entroterra, l’ospitalità, il circuito degli eventi, la produzione agroalimentare, l’insieme delle risorse naturali e storico-artistiche, è pronta per essere l’oggetto e il contenuto, a pieno titolo, di pacchetti turistici dedicati e proposte di viaggio autonome, in grado di intercettare specifiche target di clientela; attivazione di specifici strumenti di finanziamento dedicati alla riqualificazione e al potenziamento dell’offerta turistica ricettiva secondo standard di elevata qualità ambientale, privilegiando le formule tipiche dell’ospitalità diffusa.”

Relativamente alla non avvenuta costituzione da parte degli operatori dell’entroterra di un nuovo Club di prodotto specifico sul prodotto “Malatesta & Montefeltro” non viene letto positivamente dalla Provincia in quanto si tratta di un obiettivo mancato  Da qui la sollecitazione ad acquisire la consapevolezza che “fare turismo significa fare impresa, che il turismo è prima di tutto servizi, non semplicemente ed esclusivamente un bel paesaggio o un bel monumento da visitare.

Anche questo è un limite da superare: probabilmente i paletti quantitativi in termini di posti letto e camere fissate per la costituzione dei Club aderenti alle varie Unioni di prodotto sono troppo restrittivi e burocratici. Occorre invece premiare la volontà concreta di lavorare insieme anche da parte di pochi, la qualità dei progetti di aggregazione più che il numero dei letti o delle camere aggregate, esigenza vitale soprattutto per realtà dell’entroterra caratterizzate da un tessuto di imprese turistiche di piccole o piccolissime dimensioni. In questa direzione occorre che la Regione ci venga incontro, nell’ambito del processo di riforma degli assetti istituzionali e normativi in campo turistico su cui a breve si comincerà a discutere e lavorare”

 

Questo e altro dovrà essere oggetto di confronto e approfondimento tra noi per definire e condividere una strategia comune. Abbiamo necessità di andare in una direzione unitaria e valorizzare ciò che ogni Comune ha costruito, ideato, pensato in questi anni per valorizzare la propria città e il proprio paese.

 

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Nell’immediato

Se quanto sopra riportato può rappresentare la base di un documento comune da socializzare e condividere nell’ambito dei singoli enti per poi passare all’elaborazione di un progetto esecutivo, nel frattempo non possiamo rimanere con le mani in mano al contrario abbiamo assoluta necessità di andare avanti e adottare soluzioni efficaci almeno sul piano della riorganizzazione dei servizi di informazione e accoglienza turistica.

Come saprete, nell’ambito del percorso di riorganizzazione turistica della regione Emilia Romagna, già in atto, è prevista anche la riforma degli IAT. La Provincia di Rimini, in sede di conferenza sul turismo nell’entroterra che si è tenuto a Santarcangelo il 13 aprile scorso, al riguardo ha avuto modo di affermare che la rete degli uffici IAT e UIT diffusi capillarmente in tutto l’entroterra se da una parte svolgono in modo soddisfacente il proprio ruolo “tradizionale” di informazione sulle opportunità del territorio in senso tradizionale, dall’altra non svolgono ancora il servizio di prenotazione e di commercializzazione dei servizi turistici e del pernottamento. Manca una gestione coordinata e integrata del servizio, ad esempio di vallata, attraverso formule gestionali pubblico/privato che consentano di erogare servizi innovativi e moderni (commercializzazione dell’ospitalità, escursioni, vendita di prodotti tipici.

E’ in virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito.


    
 

 
 
 

lunedì 24 settembre 2012

ERUZIONE DI UN CASSONETTO

La Voce 25-09-12

Quando ci sono le immagini non servirebbero parole, questo cassonetto collocato tra S.Michele e S.Andrea sembra che non veda gli operatori di Hera da un bel po' di giorni purtroppo questi sono casi piuttosto frequenti.


Pdl Poggio Berni

domenica 23 settembre 2012

E 45 le riflessioni di Sandro Polidori

PASTICCONE ITALIANO .......E/45...........
OGGI SI RIUNISCONO DUE CONSIGLI COMUNALI (PENNAIBILLI-SANT'AGATAFELTRIA) SU 7 (ALLA FACCIA DEL LAVORO DI SQUADRA ) DOVE IL RISULTATO SARA' IL NULLA ...SOLO ALTRA DIVISIONE...DOVE LA REGIONE EMILIA - MAGNA E QUEL RESTA DELLA PROVINCIA SGUAZZERANNO A NON FAR NIENTE.

POTREMMO FINIRLA QUI..MA SO CHE VOI VOLETE CERCARE DI CAPIRE COME FACCIO ANCH'IO.......ALLORA:

PIU' CHE UN COLLEGAMENTO STRADALE...SEMBRA UN ADDITTIVO, UN COLORANTE, UN CONSERVANTE PER ALIMENTI O BEVANDE PER MANTENERSI IN SALUTE....DUNQUE ANCORA UNA VOLTA L'ALTAVALLE SI ROMPE SI SPACCA NELLE SUE DECISIONI,..NEI CONFRONTI DEL PTCP PROVINCIALE , DELLA POLITICA INFRASTRUTTURE DELLA REGIONE EMILIA-MAGNA, E DI CHI IN MODO ALQUANTO "POLITICO" "PARTITICO" SUPERFICIALMENTE HA SNOCCIOLATO COSTI-SPESE-IMPATTI- E MANCANZA DI TECNICHE FONDAMENTALI SULLA REALIZZAZIONE DEL TRAGITTO DI QUESTA STORICA MALEDETTA BRETELLA DI COLLEGAMNETO,..... DETERMINANDO UN NULLA DI FATTO.

L'ABBIAMO DETTO E RIDETTO MIGLIAIA DI VOLTE ED IN TUTTE LE SALSE,-----------PRIMA DELLE BRETELLE SI FANNO I PANTALONI------------ E CMQ FINTANTO CHE ASSESSORE IN REGIONE E' UN CERTO SIG. PERI ED IN VALLATA IMPERANO CERTE NON MAGGIORANZE E CERTE NON MINORANZE POLITICHE,...NON CE NIENTE DA FARE,...SE NON LA DEFENESTRAZIONE VIOLENTA....IL PERI NON VUOL SENTIRE RAGIONI DI SORTA SU UN POSSIBILE COLLEGAMENTO SARSINA PONTE MESSA..ERGO ROVINEREBBE SUON DI PROPOSITI CODIFICATI DAL PARTITO IN QUEI TERRITORI.....L'E/45 LI' RIMANE. SU VALMARECCHIA ALTA MEGLIO STENDERE UN ' ALTRO VELO PIETOSO STRATEGICO,....SONO ESATTAMENTE 45 ANNI CHE SONO IN PIEDI , SI FA PER DIRE, PERCHE' DORMONO UN SONNO PROFONDO,....."LA VARIANTE DI SECCHIANO 11 KM." LA STRADA DELLE DUE VALLI PER ROMAGNANO DA NOVAFELTRIA" LA VARIANTE 258 ABITATO DI NOVAFELTRIA ".............NULLA DI NULLA........ALLUCINANTE DAVVERO DUE GENERAZIONI DI POLITICANTI DI STRAPAZZO MASNADA DI INCOMPETENTI, INETTI E COMPROMESSI " SOLO "CON IL LORO AMBIZIOSO INTERESSATO EGO ,... HANNO CREATO SOLO DEBITI A MUTUO E COSTI PER I CITTADINI ,INFATTI OGGI LI RIPAGHIANO CON DECINE DI ADDIZIONALI SU OGNI DOVE ORAMAI NON SI CONTANO PIU'...TASSASSINI....."

DUNQUE VISTO CHE TANTO NON SI FARA NULLA GRAZIE A QUESTI AMMINISTRA...TORI...RITORNIAMO AL PANTALONE,......CIOE' A DIRE UN SERIO COLLEGAMENTO STRADALE T U R I S T I C O TRA RIMINI E SANSEPOLCRO....VORREI NON ASPETTARE ALTRI 45 ANNI PER VEDERE CIO...'(NON HO PIU TEMPO )....ABBIAMO LA POSSIBILITA' PROVATA, SE FINALMENTE SI PRENDESSE IN CONSIDERAZIONE, QUESTA VOLTA SI,....UNA DICHIARAZIONE CONGIUNTA FIRMATA DA TUTTI I SINDACI NEL GENNAIO DI QUEST'ANNO .(MA ABBIANIO GIA VISTO CHE NON CONTIAMO UN CAVOLO FRITTO )... SULLA INDEROGABILE E NECESSARIA REALE MANUTENZIONE IDRAULICA,..IDROGEOLOGICA,.. DEL FIUME MARECCHIA,.." PREVEDENDO LA POSSIBILITA' DI FINANZIARE I LAVORI DI MANUTENZIONE CON LA COMPENSAZIONE" AGGIUNGO E PARIMENTI UTILIZZARLA PER LA COSTRUZIONE,DI.. ADEGUAMENTI, VARIANTI, UNA INFRASTRUTTURA STRADALE,..... PRIORITARIA PER LO SVILUPPO ECONOMICO ED IL RILANCIO DEL TURISMO NELLA MONTAGNA E NEL RIMINESE.

IERI SULLA VOCE,....HO LETTO UNA COSA CON PIACERE, CHE IO SOSTENGO DA OLTRE 15 ANNI......NELL'ARTICOLO DI OTTORINO BARTOLINI EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (CHE NON CONOSCO)REGIONALE EMILIA-MAGNA,.SU "IL FONDO NON E' PIU SABBIOSO MA MELMOSO "..LO SCIENZIATO PROF. VALLENVALDER.(CHE NON CONOSCO)..AFFERMAVA: LE ACQUE DEL MARE SI DIFENDONO A PARTIRE DALLA MONTAGNA CURANDO IL CORSO DEI FIUMI" DOLCI PAROLE PER LE MIE ORECCHIE...... E PER QUESTO SI CHIEDE UN INCONTRO CON LA CORTE DI RE ERRANI,...PER PARLARE FINALMENTE DICO IO ,. DI SANA BALNEAZIONE,.....FOSSE CHE FOSSE LA VOLTA BUONA....CHE SI COMINCI VERAMENTE A LAVORARE SU UN AMBIENTE IN MODO DINAMICO E NON RADICAL- FILOSOFICO GRAZIE AD UNA PLETORA DI GITANI MANIACALI DELLA DOMENICA CON IN MANO MAGARI UNA MACCHINA FOTOGRAFICA SENZA NULLA TOGLIERE AI VERI APPASIONATI CI SIAM CAPITI...SI...

VEDREMO!!!!! E SPERIAMO SEMPRE IN UN RISVEGLIO MENTIS DI COLORO CHE OGNI SANTO GIORNO SI RIEMPONO LA BOCCA DI PAROLE COME ......IL LAVORO..IL LAVORO...LA CRESCITA..LA SOSTENIBILITA'.LA GRIN-ECONOMY...LA RICERCA.L'INNOVAZIONE,....SE COMINCIASSERO A VERGOGNARSI SOLO UN POCHETINO GIA' SAREBBE UN PICCOLO SEGNALE DI RISVEGLIO DAL TORPORE PARTITICO DI QUESTI OMUS ERETTIS.(SI FA PER DIRE),...
MEDITATE GENTE...MEDITATE GENTE....E DIBATTETE SEMPRE.

sabato 22 settembre 2012

GIA' A 7 UN CALVARIO UNIONE A 11 quanto reggerebbe?

Riflessioni sulla reale possibilità di sopravvivenza di un' Unione a 11 a confronto con una a 7 in cui ogni volta qualcuno si smarca. Ma quanto durerebbe un' unione  a 11?
Questo il comunicato di Com-unico

La Voce 23-09-12


Si arricchisce il dibattito sul riordino territoriale, siamo molto lieti dell’intervento del consigliere regionale Marco Lombardi del Pdl che visto il processo di fusione in atto in Val Samoggia invita alla riflessione su tale ipotesi anche in Valmarecchia.

Nella comunità montana dell’alta Valmarecchia emergono dei limiti che sono frutto di un campanilismo ed egoismo di dimensioni cosmiche o di riflessioni e ragionamenti diversi di conseguenza quanto dovrebbe essere gestito a 7 non troverà corrispondenza nella realtà. Ci sono esempi concreti a cominciare dalla gestione dei rifiuti dalla quale Casteldelci si è giustamente sfilato avendo trovato una soluzione migliore che gli consente di mantenere lo stesso valore qualitativo ma sostenendo un costo minore a quanto avrebbe dovuto sostenere aderendo alla formula propostagli, l’interrogativo verte quindi sugli altri comuni che di fronte ad un risparmio fattivo preferiscono restare allineati alla scelta presa. Altra nota dolente è la Polizia di vallata dalla quale invece si sfila Pennabilli secondo i maliziosi la possibilità di mettere autovelox sulla E 45 che attraversa il territorio pennese li ha spinti a tenere detto malloppo senza dividere con altri. Se prevalesse l’individualismo allora ognun per se? San Leo per fare un esempio sarebbe legittimata a gestire in proprio il turismo settore nel quale primeggia senza avventurarsi in strategie di vallata e via dicendo, con campanili così alti come si fa a parlare di unione a 11 se nemmeno a 7 è possibile?

Non avrebbe alcun senso un’ unione che al suo interno istituisce dei sub-ambiti che non hanno alcun valore visto che non lo rispetterebbero gli stessi comuni facenti parte.

VERSO QUALE VALMARECCHIA?

Spazio al comunicato di Com-unico che condivido pienamente! Se anche tu lo condividi fanne copia e incolla ed invialo alla rivista Invalmarecchia a questo indirizzo:

info@invalmarecchia.it

Sensibilizziamo sul tema i residenti della valle




VERSO QUALE VALMARECCHIA?
Questo il quesito che ci si sta ponendo in questi mesi, il futuro amministrativo della nostra Valmarecchia. Il dibattito a distanza che ne è scaturito si è tramutato in un confronto tra il PD, che caldeggia l’idea di una grande Unione dei comuni, e quelli che sostengono la Fusione tra comuni. L’ambito ottimale individuato dalla Regione va da Casteldelci sino al mare, un ambito a nostro avviso, troppo ampio. La Regione intende provvedere ad un riordino territoriale attraverso queste grandi unioni, non nega però la possibilità di dividere un ambito in due unioni ed è questa la strada a nostro avviso più sicura.
Una valle composta da due unioni:
- una Unione Montana dell'Alta Valmarecchia, comprendente i 7 comuni e della quale possa eventualmente far parte Montecopiolo, qualora riesca ad ottenere il passaggio di Regione;
- una Unione della Bassa Valmarecchia, composta dai 4 comuni, nella quale ragionare di eventuali sbocchi verso il mare ovvero l’ampliamento con Bellaria Igea Marina
La mission dev’essere quella di impegnarsi per far lavorare meglio le unioni che già abbiamo, migliorando i servizi e contenendo la spesa pubblica, elemento indispensabile al fine di giustificare una gestione in forma associata, in particolare, ci piacerebbe che in entrambe le unioni si iniziasse una riflessione seria fatta di approfondimenti sull'ipotesi di fusione, visto che, dal punto di vista amministrativo, i comuni che siedono all'interno delle unioni attuali hanno già avuto modo di conoscersi, di affinare alcuni regolamenti e di gestire insieme alcuni servizi e funzioni.
"Una Valmarecchia" per noi è un sentimento che trova radici nella storia, un traguardo che vorremmo vedere onorato tramite l'istituzione di un tavolo permanente tra i due enti ( le due unioni) che si occupi della valutazione di quali servizi possono essere gestiti in forma associata più ampia di quella attuale ovvero anche a 11.
Con la recente approvazione di alcuni Ordini del Giorno inerenti l’unione a 11 si andrà a costituire un tavolo di discussione solo sull’ipotesi in oggetto precludendo la strada ad altre ipotesi. Avremmo trovato più corretto che l'oggetto fosse quello di dare mandato ai Sindaci di sedere ad un tavolo di lavoro in cui dibattere del riordino territoriale mantenendo aperte tutte le possibilità, un O.d.g. che, probabilmente, avrebbe avuto l'unanimità in tutti i consigli comunali. Reputiamo le scelte imminenti troppo importanti, perchè vengano prese in solitudine da un solo partito.
A quel tavolo siederanno 10 sindaci su 11 (Casteldelci si è giustamente rifiutato di sedere a quelle condizioni); inoltre non è noto se Bellaria farà parte di detti lavori e lo stesso dicasi per Montecopiolo che, probabilmente, sino a quando non avrà completato il passaggio, non potrà sedersi; ma in Valmarecchia non possiamo ignorare l'eventuale nuovo arrivo. La partenza di detto tavolo parte male.
In Valsamoggia, in provincia di Bologna, ci si accinge alla fusione tra comuni e lo stesso dicasi per il Rubicone, valle con noi confinante; due realtà che hanno avviato l’iter della fusione e che presto si accingeranno alla consultazione della cittadinanza tramite un democratico referendum, mentre l’altra realtà a noi limitrofa è un’unione piuttosto ampia ( l’Unione della Valconca ) nella quale, recentemente, c’è stata l’uscita di due comuni che accusavano l’ente di non produrre i paventati risparmi.


venerdì 21 settembre 2012

POGGIO BERNI SI ESPRIME SULL'AREA EX BUZZI

La Voce 22-09-12

Le aree di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti appartengono a quella categoria di attività necessarie all'uomo e all'ambiente, ovviamente poco gradite a chi se le trova sotto alla finestra di casa. E' innegabile che queste rappresentino uno dei pochi casi di attività che non conoscono crisi economica in quanto continuiamo costantemente a produrre rifiuti. Investire in attività legate al mondo dei rifiuti può essere altamente redditizio da giustificare un forte investimento economico in quanto sarà abbondantemente ripagato inoltre rappresenta una delle poche attività, di questi tempi, in grado di far proliferare posti di lavoro.
Quando si parla di area stoccaggio e lavorazione rifiuti si intende un po' di tutto, non si parla solo di carta, plastica o vetro, ma può essere liberamente interpretato per giustificare un' area compostaggio quella in cui viene fatto confluire il rifiuto organico, di un inceneritore visto che ce n'è già uno nella zona sud della Provincia non sia mai che a qualcuno venga in mente di reputare necessario averne uno per l'area a nord e che dire delle aree stoccaggio eternit che tempo fa qualcuno aveva provato a far realizzare a Sogliano senza riuscirvi e per le quali forse si cerca ancora una location?
Questo scenario è poco rassicurante ed essendo emerso nel forum sulla riqualificazione dell'area ex Buzzi Unicem una proposta singola che lasciava aperta anche questa strada, mi sembrava opportuno che il gruppo esprimesse un giudizio in merito alla sua presenza in un documento condiviso, sono lieto che nel documento finale il gruppo abbia scelto di esprimere una posizione di contrarietà a qualsiasi ipotesi di area stoccaggio e lavorazione rifiuti, uno sforzo che ha portato allo spiacevole "scontro" con l'Assessore Paganelli. Il consiglio santarcangiolese deve ancora esprimersi in merito, mentre chi si è già espresso sullo stesso quesito è stato il Consiglio Comunale di Poggio Berni.
Approfittando dell'occasione del Governo Partecipato ho proposto lo stesso quesito chiedendo un impegno in tal senso visto che in futuro la giunta potrebbe essere chiamata ad esprimere osservazioni o simili. Il Consiglio bernese aveva già espresso delle osservazioni sul Psc santarcangiolese tre anni fa, all'epoca Morri sosteneva a gran voce che quella era e restava un'area produttiva, ma di acqua sotto i ponti ne è passata in questi anni e quindi mi sembrava doveroso chiedere al consiglio comunale di Poggio Berni un chiaro NO a qualsiasi intervento che possa essere lesivo della qualità della vita della nostra comunità. Sono lieto che sia stato voto all'unanimità.
Mi auguro che quando si esprimerà il consiglio a Santarcangelo si ottenga lo stesso risultato.

Loris Dall'Acqua Pdl

NON VOGLIO MICA LA LUNA


              GOVERNO PARTECIPATO


 
AVREI POTUTO CHIEDERE DI ANDARE SULLA LUNA
Avrei anche potuto chiedere di andare sulla luna quando ho partecipato alle serate del Governo Partecipato,  all'amministrazione la scelta di quale tipo di atteggiamento tenere.

1) Eticchettarmi come pazzo senza nemmeno lasciarmi spiegare nel dettaglio la proposta, interrompendomi bruscamente senza permettere che la mia proposta venisse presa in esame.

2) Potrebbero darmi la possibilità di spiegare nel dettaglio la proposta senza bisogno di far intervenire i tecnici della Nasa, lasciandomi spiegare avrebbero appreso che magari intendevo semplicemente chiedere un sostegno da parte del comune affichè fosse caldeggiata la mia candidatura in una prossima missione sulla luna. In questo caso l'impegno per il Comune di Poggio Berni sarebbe stato solo quello di scrivere due righe agli organi competenti consigliando di mandare un bernese sulla luna.

Trattandosi del sottoscritto  immagino che l'amministrazione  metterebe risorse proprie  pur di mandarmi sulla luna ovviamente per un viaggio di sola andata.

Un buon amministratore si vede soprattutto dall' atteggiamento che ha con i cittadini quando ascolta senza essere prevenuto, quando è disposto al confronto, quando anzichè eludere le domande preferisce dire dei no con garbo e con le dovute spiegazioni.

Qualche amministratore queste doti le ha, purtroppo sono rare e non sono contaggiose.


Loris Dall'Acqua

giovedì 20 settembre 2012

LA STRADA DI GRONDA....

         In merito all'articolo de Il Corriere Rimini del 20-09-12

        Sulla strada di gronda alcune dichiarazioni dell'Assessore Provinciale alla viabilità Meris Soldati fanno il punto della situazione attuale rompendo il lungo silenzio.
       I tagli del governo, i minori trasferimenti agli enti locali, il patto di stabilità si riflettono sulle risorse economiche messe in campo rimane quindi in stand by il percorso iniziato.
      Questo in parole povere non significa che la gronda non c'è più, ma significa semplicemente che non si fa ora, come dichiara la stessa Soldati l'obbiettivo rimane. Probabilmente l'iter ripartirà in quarta, appena si troveranno le risorse economiche, visto che  Amati ha comunque sottoscritto il protocollo d'intesa con la provincia.
      Aver scelto di sottoscrivere quel protocollo  senza nemmeno aver chiaro quale debba essere il tracciato, quando entrambe le ipotesi presentavano forti perplessità e autorizzando anche la realizzazione parziale del progetto, visto che il documento chiede l'impegno a non impedire la realizzazione degli altri stralci fa si che la gronda nella sua aleatorietà e con i suoi nodi mai sciolti resti una minaccia per la nostra comunità.

Loris Dall'Acqua     Pdl Poggio Berni

mercoledì 19 settembre 2012

UNIONE o FUSIONE L'opinione di Lombardi PDL

Sul dibattito inerente il riordino territoriale interviene anche Marco Lombardi Consigliere Regionale del Pdl che elenca i pregi dell' ipotesi di fusione tra comuni. Quello che segue il comunicato stampa diramato stamattina.
L.D.A.
 

 

COMUNICATO STAMPA

LOMBARDI (PDL): “Nel dibattito sulla revisione delle Unioni dei Comuni e sul riordino delle province, vale la pena considerare i vantaggi di una ipotesi di fusione dei piccoli comuni”

 

 

Nella discussione sulla revisione delle Unioni dei Comuni che anima anche la nostra (ormai ex) Provincia, si dovrà a mio avviso tener conto della procedura di fusione dei 5 comuni della Val Samoggia in Provincia di Bologna, che abbiamo appena delineato in Consiglio Regionale.

 

A parte le considerazioni di  merito, procedurali e campanilistiche, la fusione di questi 5 comuni  ne ipotizza uno unico di circa 30.000 abitanti e prevede per i prossimi 10 anni contributi regionali e statali per oltre 20 milioni di euro.

 

È ovvio che un'altra iniziativa di questo genere dovrebbe comportare da parte dello Stato e della Regione, un identico sostegno e quindi la revisione delle Unioni attualmente presenti sul nostro territorio, anche alla luce della concreta ipotesi di Provincia unica della Romagna, potrebbe benissimo tener conto della fusione di alcuni piccoli Comuni che decidono di rinunciare al campanile in cambio di ingenti risorse da investire in migliori servizi per i cittadini.

 

La procedura di fusione prevede tra l’altro il mantenimento di presidi municipali anche eletti a suffragio universale, la dislocazione territoriale dei servizi, l’esclusione del nuovo Comune alla disciplina del patto di stabilità e la priorità del nuovo Comune nella destinazione dei fondi dei bandi regionali.

 

Che a qualcuno non convenga fare un pensierino?

 

 

IL PD SI ACCINGE ALLA FUSIONE

Fusioni all'orizzonte per la Valsamoggia e per il Rubicone da noi invece pensano solo a quell'ammucchiata chiamata Unione.

Questo il comunicato di Wiva ComUnico da me ribatezzato:


ALTROVE SI VA VERSO LA FUSIONE



Sul tg regionale dell'Emilia-Romagna di Rai Tre, è stato mandato in onda un servizio a proposito del referendum che i 5 comuni della Valsamoggia, in provincia di Bologna, terranno il prossimo anno per decidere se costituire un comune unico. Nel servizio sono stati anche intervistati i consiglieri regionali, sicuramente quelli eletti in quel collegio elettorale, del PD, del PDL e dell'UDC che ribadivano i medesimi concetti che abbiamo espresso in questo gruppo tra di noi. Notiamo che la Regione sta sostenendo il loro percorso, quindi, non comprendiamo perché da noi non possa essere sposata la stessa linea. Ad esultare per il comune unico, infatti, è stato il consigliere del PD. La Valsamoggia è giunta all'analoga situazione che si sta presentando qui da noi nel Rubicone. Visto che si parla di fusione tra regioni, vedi la macro regione proposta da Formigoni, e anche tra province, vedi la discussione in merito alla Provincia Romagna, non capiamo perché sui, invece, sui nostri comuni ci sia questo veto. Noi, però, ribadiamo:
REGIONI PIU' PICCOLE E COMUNI PIU' GRANDI.

martedì 18 settembre 2012

UNIONE "LA PETIZIONE"

C'è chi si è già mosso 2 anni fa scrivendo addirittura alla Camera dei Deputati. Quella che segue è copia di quel documento:
 
PETIZIONE
Poggio Berni

1 Febbraio 2010


Al Presidente della Camera dei Deputati


Palazzo Montecitorio 00186 – Roma

Servizio per i Testi Normativi

Via fax n. 06.69923739


Oggetto:

Petizione alla Camera dei Deputati, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione.

Iniziativa:

COMUNE UNICO BASSA VALMARECCHIA

La sottoscritta TONONI DOTT.SSA PAOLA,*********************************

ai sensi dell’art.50 della Costituzione italiana, in base al quale “Tutti i cittadini possono rivolgere

petizioni alle Camere, per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”, invia la

presente

petizione, in qualità di cittadina italiana auspica la presentazione e la conseguente

eventuale approvazione di un progetto di legge, per la fusione in un unico comune dei quattro

Paesi: Poggio Berni, Torriana, Verucchio e Santarcangelo dell'UNIONE DEI COMUNI della bassa

VALMARECCHIA. Un unico comune comporta maggiore economicità ed efficienza, è una strada

inevitabile, per dare una rappresentanza istituzionale più adeguata alle esigenze, alle dimensioni e

all'importanza della nostra comunità e del nostro tessuto economico e sociale.

Auspicando che tale petizione possa essere esaminata dalla Commissione competente ai

sensi dell’art.109 del Regolamento della Camera dei deputati ed eventualmente abbinata ad un

futuro progetto di legge presentato recante analogo contenuto, porgo i miei più cordiali saluti.

Con la massima osservanza

Sociologa del Territorio e Ambiente

Tononi Dott.ssa Paola


1

sabato 15 settembre 2012

ATTENZIONE AL CONFLITTO D'INTERESSE !!!!!

COS'E' IL CONFLITTO D'INTERESSE?

 BOH!!!!!!

Dopo tre anni finalmente sono stati resi pubblici i curriculum vitae degli assessori esterni del comune di Poggio Berni. Sul sito istituzionale erano presenti solo i curriculum di Sindaco e Vicesindaco, mancavano all'appello i curriculum dell’ assessore Muratori e dell’ assessore Bigiotti che assolvono finalmente gli obblighi inerenti la trasparenza anche se hanno fornito solo qualche riga scarna giusto per accontentare noi rompiscatole. Se dovessero andare alla ricerca di un lavoro oserebbero mai presentarsi con un documento così approssimativo? Ne dubito. Il curriculum è come un biglietto da visita e andrebbe redato con cura, evidentemente noi cittadini meritiamo questa approssimazione.

A seguito di lettura ci chiediamo se sia opportuno che l’assessore Muratori sia contitolare di azienda che si occupa della progettazione e realizzazione di” lavori edili stradali” avendo questi in mano le deleghe all’edilizia sia privata che pubblica, mentre l’assessore Bigiotti risulta Fisioterapista presso l’Azienda USL di Rimini -U.O. Anziani - Disabili fisici e sensoriali in qualità di fisioterapista esperta in ausili e componente dell’equipe multidisciplinare del CAAD (centro adattamento ambiente domestico) e in giunta detiene la delega ai servizi sociali anche in questo caso siamo sicuri che sia cosa opportuna? Altrove, non lontano da noi, un Sindaco, avendo scelto un ingegnere come assessore, ha avuto il buongusto di non affidargli deleghe in materia urbanistica bensì i servizi sociali onde evitare di dar adito a critiche.

Qualcuno sa spiegarmi cos'è il conflitto d'interesse?



Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni

giovedì 13 settembre 2012

IN FILA ALLE POSTE

La Voce 15-09-12

UN POST DI POCHE PAROLE, PARLANO LE IMMAGINI

Foto scattata da una attenta cittadina
La foto si commenta da se, servizio postale provvisorio e in caso di pioggia l' attesa si fa sotto l'ombrello. Ci sembra assurdo che non ci fossero soluzioni alternative migliori. Lo stesso camper avrebbe potuto dotarsi di almeno una tenda retraibile.

CHE TRISTEZZA!!!!

martedì 11 settembre 2012

UNIONE: MA SI RISPARMIA?

La Voce 12-09-12

Un nodo spinoso quello sull'effettiva convenienza dell' Unione dei comuni della Valmarecchia, un nodo che in funzione di un probabile ampliamento a 11 comuni occorre sciogliere visto che il contenimento della spesa pubblica in forma associata, l' uniformità dei servizi per tutti i suoi abitanti e la qualità degli stessi dovrebbero essere tra gli obbiettivi.
Sono state fatte delle verifiche tramite delle richieste di accesso agli atti onde verificare se questo paventato risparmio esistesse, per chi non se lo ricordasse, il cons. Christian Carrieri Pdl Torriana ha richiesto i dati inerenti il servizio di polizia municipale di vallata gestito in forma associata tra i quattro comuni dal quale emerge che nel 2006 si spendevano 1.176.308,00 Euro mentre nel 2010 eravamo già lievitati a 1.444.682,00 Euro, per leggere un risparmio occorrerebbe invertire le cifre.
Quando il cons. Carrieri aveva focalizzato nello specifico la spesa del Comune di Torriana ha potuto verificare che nel 2004 l'ente spendeva 13.000 euro, mentre nel 2011 di euro si era passati a circa 40.000 e purtroppo non per effetto dell'inflazione galoppante. Il servizio era meno capillare di oggi, ma ciò giustifica un tale aumento visto che il costo in meno di 8 anni è più che triplicato? Abbiamo ascoltato le solite giustificazioni di rito, ma se prima dell' unione il servizio era in convenzione con il comando a Verucchio significa che detta convenzione era così fortemente inadeguata?

Casteldelci sulla gestione dei rifiuti invece si è dimostrata l'eccezione che conferma la regola! A Torriana ci troviamo di fronte ad un' unione che chiede una quota al comune per erogare un servizio e il comune paga, nel caso di Casteldelci invece, di fronte ad una richiesta ritenuta troppo alta l'amministrazione si adopera per valutare quanto costerebbe in alternativa svolgerla in proprio scoprendo, che senza andare a scapito della qualità, il servizio costerebbe meno.

Christian Carrieri Pdl il cons. che ha scoperto l'aumento dei costi
Se si registrano di queste anomalie in unioni di moderate entità figuriamoci in quelle di vaste proporzioni, abbiamo sentito per anni proclami in cui si asseriva che l'Unione faceva risparmiare, ma sono i numeri che parlano.

Si dovrebbero stabilire degli standard qualitativi per servizi e funzioni e quindi adoperarsi per raggiungere gli obbiettivi prefissati cercando di spendere il meno possibile. Il risparmio deve essere reale, l'attuale Unione a 4 come la Comunità montana a 7 dovrebbero occuparsi principalmente di questo anzichè organizzarsi cenette a base di tagliata.


Loris Dall'Acqua Pdl