CHI DECIDE SUL TURISMO IN VALMARECCHIA?
Quello che segue è uno stralcio di un documento presumibilmente scritto a Santarcangelo. Molti i contenuti che condivido, ma c'è una questione di metodo che non posso non rilevare contenuta in uno stralcio di questo stralcio di documento:
"E’ in virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito."
EBBENE:
Non esiste ancora l'Unione a 11 e questi 3 comuni si sono autonominati referenti unici per il turismo? Esiste una delibera che autorizzi questi signori a parlare per tutti o vige l'anarchia più totale?
Questa parte della soluzione preconfezionata:
IPOTESI DI LAVORO
PER LO SVILUPPO DI UN TURISMO DI VALLATA
“Un progetto di valorizzazione turistico/culturale per la
Valmarecchia”
Con
l’entrata dei sette Comuni
dell’AltaValmarecchia nella Provincia di Rimini, la Valle del Marecchia si ricompone
istituzionalmente e amministrativamente e recupera una unitarietà che ci impone
di rivedere e ripensare alle nostre politiche di vallata. Il turismo è uno di
quei settori che più di altri si presta ad una visione unitaria.
Il
territorio della Valmarecchia è caratterizzato da una chiara vocazione ad un turismo
legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche, ad un’elevata qualità
ambientale e paesaggistica e ad importanti presenze architettoniche e
storico-culturali.
Si tratta,
d’altra parte, di un’area che vive tutte le difficoltà oggettive che
caratterizzano i territori dell’entroterra, collinari e montani; accessibilità
non sempre facile, basso livello di notorietà, elevata frammentazione del
sistema di offerta, presenza in massima parte di micro imprese con difficoltà
di comunicazione e commercializzazione.
In
definitiva questo territorio, pur garantendo una pluralità di offerte,
assolutamente non coordinate sinergicamente tra loro, stenta visibilmente a
proporre un “Prodotto” complesso ed
articolato, trainato da un brand
forte e facilmente riconoscibile e guidato da una o più eccellenze in grado di
traghettare tutto il sistema verso una proposta unica e condivisa che renda
appetibile l’area in oggetto.
Le
peculiarità del territorio e le caratteristiche delle strutture ricettive
presenti necessitano di una strategia che possa coordinare le realtà locali,
perseguendo alcuni fondamentali obiettivi:
1.
aumentare il livello di accoglienza e la qualità dei servizi offerti all’ospite dai singoli operatori;
2.
offrire opportunità di crescita professionale agli operatori
turistici grazie ad attività di formazione/informazione (corsi, anche in
modalità e-learning, stage formativi, visite guidate);
3.
favorire la competitività delle imprese offrendo servizi di consulenza e
studiando assieme nuove metodologie di lavoro
“market oriented”, che permettano di fidelizzare e conquistare clientela;
4.
fornire un supporto alla commercializzazione dei prodotti
turistici, soprattutto per quelle imprese che si rivolgono a nuovi mercati;
5.
promuovere lo sviluppo e l’adozione di
innovazioni tecnologiche a favore di
un miglioramento della qualità del servizio e del prodotto.
Le azioni
che possono essere promosse al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati
sono molteplici, e necessitano di un costante aggiornamento ed adeguamento alle
esigenze del mercato di riferimento.
Cosa fare
E’
evidente che in primo luogo gli enti locali dovranno condividere una strategia sulla base della quale definire un
progetto avendo la colpevolezza che difficilmente riusciranno a darne efficace concretizzazione
senza il coinvolgimento degli altri soggetti che operano nel settore: imprese
private, pro loco, associazioni, operatori, ecc.
Gli
strumenti per mettere insieme questa molteplicità di soggetti possono essere diversi. In questo momento sembra di individuare
nel “consorzio” la modalità più funzionale ma ciò non toglie che in questa
prima fase ci si possa avvalere di strutture già esistenti (società,
fondazioni, associazioni nell’ambito delle quali gli enti locali già svolgono
un ruolo trainante).
Le
finalità di questo, chiamiamolo provvisoriamente “consorzio”, dovrebbe essere la
valorizzazione, la promozione e la commercializzazione del territorio, ma con
in più l'erogazione, nei confronti dei propri associati, di una serie di
servizi. Occorre, però, favorire l’adozione di un approccio, come detto sopra, di marketing oriented nella
programmazione e nella promozione, che passa inevitabilmente anche attraverso
una maggiore “cultura dell’accoglienza”.
Pertanto si possono intravedere filoni
di sviluppo che vanno in direzioni fra loro sinergici e complementari:
1.
accrescere una “cultura
dell’accoglienza” da parte degli operatori del “consorzio” al fine di
sensibilizzare un approccio volto alla soddisfazione del cliente, a realizzare
proposte di qualità e in linea con le richieste del mercato;
2.
accrescere la visibilità del
territorio e dei suoi operatori e le opportunità di commercializzazione delle
proposte;
3.
fornire servizi alle strutture.
Obiettivi
In sintesi obiettivo fondamentale che
dobbiamo porci è quello di sviluppare e promuovere il flusso turistico sul
territorio della Valmarecchia attribuendo un valore aggiunto al già presente
turismo stagionale, soddisfacendo così il desiderio del turista di visitare luoghi
ricchi di arte, in cui venire a conoscenza delle tradizioni storiche e
culturali, il piacere di gustare i piatti e i prodotti tipici della gastronomia
del posto, la voglia di riportare a casa “un pezzetto” del territorio
attraverso l’acquisto di articoli di pregiato artigianato artistico locale.
Il “consorzio”
si deve prefiggere lo scopo primario di sostenere e favorire la tipicità e
l’identità dei luoghi, le bellezze artistico-culturali, le produzioni
artigianali, le risorse eno-gastronomiche suggerendo percorsi alternativi
abbinati ai più significativi eventi e prodotti del territorio della
Valmarecchia. Gli itinerari consigliati dovranno
essere costruiti con attenzione attorno alle risorse culturali e naturali
diventando così il perno su cui far ruotare la proposta complessiva.
Le offerte
dovranno coprire tutte le stagioni e proporre interessanti opportunità di
visita durante tutto l’anno, favorendo il movimento turistico anche nei periodi
generalmente soggetti ad un calo dell’affluenza dei visitatori.
Da analisi
sull’orientamento generale del mercato si evince che è sempre più forte. la tendenza a ricercare sempre più il particolare, l’originale e
soprattutto il non “riproducibile” in serie, oltre l’ aspettativa, regalando
emozioni autentiche
Gli obiettivi possono quindi così
riassumersi e delinearsi:
1. sviluppare proposte in grado di destagionalizzare l’offerta turistica complessiva;
2.
consolidare e promuovere una identità
chiara e riconoscibile che rappresenta un elemento chiave per far
conseguire agli attori la consapevolezza d’appartenenza al
sistema stesso. Consapevolezza necessaria per spingerli ad investire le proprie
risorse, i propri sforzi e soprattutto la propria fiducia nell’attivazione di
azioni cooperative nel proprio territorio;
3.
coordinare il lavoro di tutti gli
attori del territorio, rappresentando per gli stessi un valido strumento
di promozione e di rappresentanza, in grado di raccogliere le risorse,
operare le necessarie selezioni, costruire il prodotto turistico e infine
commercializzarlo;
4.
incrementare le proposte ed i flussi
turistici delle aree interne;
5.
incentivare e promuovere la visibilità
del territorio e dei suoi prodotti al visitatore e ai turisti;
6.
rafforzare il segmento del “turismo rurale”,
ossia quella particolare forma di turismo che associa i paesaggi ambientali, le
tradizioni culturali, le produzioni tipiche e la vita dei territori e dei
borghi rurali ad un approccio più moderno e contemporaneo del “cosa poter fare”
in questi luoghi e con quale “modalità” scoprirli;
7.
favorire la commerciabilità dei
prodotti tipici locali di artigianato ed enogastronomia inserendoli all’interno
di percorsi tematici individuati;
8.
favorire e promuovere l’integrazione
tra i vari comparti (culturale, ambientale, artigianato locale, eno-gastronomico,
benessere e qualità della vita ecc…) attraverso la progettazione e la
realizzazione di circuiti turistici tematici;
9.
presentarsi sul mercato nazionale ed
internazionale con proposte di viaggio in grado di distinguersi all’interno del
panorama di itinerari turistici offerti in altre aree.
Il pensiero della Provincia
Quelli
sopraelencati sono obiettivi coerenti con il Programma Turistico di Promozione
per l’anno 2013 e le sue linee strategiche e programmatiche adottate
recentemente dalla Provincia di Rimini e finalizzate al raggiungimento di 5
obiettivi specifici tra i quali figura la “Valorizzazione
turistica dell’entroterra” dove, tra l’altro si legge: “…Oggi l’occasione
che ci è offerta è la possibilità di costruire, nei fatti un prodotto turistico
entroterra autonomo, vero, in grado di competere sui mercati nazionali ed
esteri, un’offerta turistica integrata, che, all’insegna del nuovo brand “Malatesta & Montefeltro”, fondata
su realtà depositarie di testimonianze storiche, artistiche, naturali e paesaggistiche,
ma nel tempo stesso rappresentative di quella parte di identità del territorio
provinciale più legata alle tradizioni artigiane, ai prodotti enogastronomici,
al folklore locale, alla vacanza attiva. …
Tre le
direzioni d’intervento: messa in rete dei singoli servizi, partendo da una
gestione coordinata e integrata dell’informazione turistica da gestirsi in modo
innovativo, secondo formule moderne pubblico/private, dal collegamento delle
singole offerte, esperienze, prodotti, attrazioni progettualità, da un maggior
coordinamento degli eventi da abbinarsi con la commercializzazione di possibili
specifiche proposte di viaggio; promo-commercializzazione vera del prodotto
Malatesta & Montefeltro, con il concorso del pubblico, che deve favorire le
condizioni, ma con un ruolo decisivo e propulsivo del privato, in quanto oggi
l’offerta turistica del nostro entroterra, l’ospitalità, il circuito degli
eventi, la produzione agroalimentare, l’insieme delle risorse naturali e storico-artistiche,
è pronta per essere l’oggetto e il contenuto, a pieno titolo, di pacchetti
turistici dedicati e proposte di viaggio autonome, in grado di intercettare
specifiche target di clientela; attivazione di specifici strumenti di
finanziamento dedicati alla riqualificazione e al potenziamento dell’offerta
turistica ricettiva secondo standard di elevata qualità ambientale,
privilegiando le formule tipiche dell’ospitalità diffusa.”
Relativamente
alla non avvenuta costituzione da parte degli operatori dell’entroterra di un
nuovo Club di prodotto specifico sul prodotto “Malatesta & Montefeltro” non
viene letto positivamente dalla Provincia in quanto si tratta di un obiettivo
mancato Da qui la sollecitazione ad
acquisire la consapevolezza che “fare turismo significa fare impresa, che il
turismo è prima di tutto servizi, non semplicemente ed esclusivamente un bel
paesaggio o un bel monumento da visitare.
Anche
questo è un limite da superare: probabilmente i paletti quantitativi in termini
di posti letto e camere fissate per la costituzione dei Club aderenti alle
varie Unioni di prodotto sono troppo restrittivi e burocratici. Occorre invece
premiare la volontà concreta di lavorare insieme anche da parte di pochi, la
qualità dei progetti di aggregazione più che il numero dei letti o delle camere
aggregate, esigenza vitale soprattutto per realtà dell’entroterra
caratterizzate da un tessuto di imprese turistiche di piccole o piccolissime
dimensioni. In questa direzione occorre che la Regione ci venga incontro,
nell’ambito del processo di riforma degli assetti istituzionali e normativi in
campo turistico su cui a breve si comincerà a discutere e lavorare”
Questo e
altro dovrà essere oggetto di confronto e approfondimento tra noi per definire
e condividere una strategia comune. Abbiamo necessità di andare in una direzione
unitaria e valorizzare ciò che ogni Comune ha costruito, ideato, pensato in
questi anni per valorizzare la propria città e il proprio paese.
------------------------------
Nell’immediato
Se quanto
sopra riportato può rappresentare la base di un documento comune da
socializzare e condividere nell’ambito dei singoli enti per poi passare
all’elaborazione di un progetto esecutivo, nel frattempo non possiamo rimanere
con le mani in mano al contrario abbiamo assoluta necessità di andare avanti e
adottare soluzioni efficaci almeno sul piano della riorganizzazione dei servizi
di informazione e accoglienza turistica.
Come
saprete, nell’ambito del percorso di riorganizzazione turistica della regione
Emilia Romagna, già in atto, è prevista anche la riforma degli IAT. La
Provincia di Rimini, in sede di conferenza sul turismo nell’entroterra che si è
tenuto a Santarcangelo il 13 aprile scorso, al riguardo ha avuto modo di
affermare che la rete degli uffici IAT e UIT diffusi capillarmente in tutto
l’entroterra se da una parte svolgono in modo soddisfacente il proprio ruolo
“tradizionale” di informazione sulle opportunità del territorio in senso
tradizionale, dall’altra non svolgono ancora il servizio di prenotazione e di
commercializzazione dei servizi turistici e del pernottamento. Manca una
gestione coordinata e integrata del servizio, ad esempio di vallata, attraverso
formule gestionali pubblico/privato che consentano di erogare servizi
innovativi e moderni (commercializzazione dell’ospitalità, escursioni, vendita
di prodotti tipici.
E’ in
virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di
problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo
dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini
Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze
rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto
pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito.

Nessun commento:
Posta un commento