OCCHI APERTI

OCCHI APERTI
E' TEMPO DI REAGIRE !

mercoledì 26 settembre 2012

TURISMO VALMARECCHIA


CHI DECIDE  SUL TURISMO IN VALMARECCHIA?

Quello che segue è uno stralcio di un documento presumibilmente scritto a Santarcangelo. Molti i contenuti che condivido, ma c'è una questione di metodo che non posso non rilevare contenuta in uno stralcio di questo stralcio di documento:

"E’ in virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito."
 
EBBENE:
 
Non esiste ancora l'Unione a 11 e questi 3 comuni si sono autonominati referenti unici per il turismo? Esiste una delibera che autorizzi questi signori a parlare per tutti o vige l'anarchia più totale?
 
Questa parte della soluzione preconfezionata:
IPOTESI DI LAVORO
PER LO SVILUPPO DI UN TURISMO DI VALLATA
 
“Un progetto di valorizzazione turistico/culturale per la Valmarecchia”
........................................................................ 
Con l’entrata dei sette  Comuni dell’AltaValmarecchia nella Provincia di Rimini, la Valle del Marecchia si ricompone istituzionalmente e amministrativamente e recupera una unitarietà che ci impone di rivedere e ripensare alle nostre politiche di vallata. Il turismo è uno di quei settori che più di altri si presta ad una visione unitaria.

 

Il territorio della Valmarecchia è caratterizzato da una chiara vocazione ad un turismo legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche, ad un’elevata qualità ambientale e paesaggistica e ad importanti presenze architettoniche e storico-culturali.

 

Si tratta, d’altra parte, di un’area che vive tutte le difficoltà oggettive che caratterizzano i territori dell’entroterra, collinari e montani; accessibilità non sempre facile, basso livello di notorietà, elevata frammentazione del sistema di offerta, presenza in massima parte di micro imprese con difficoltà di comunicazione e commercializzazione.

 

In definitiva questo territorio, pur garantendo una pluralità di offerte, assolutamente non coordinate sinergicamente tra loro, stenta visibilmente a proporre un “Prodotto” complesso ed articolato, trainato da un brand forte e facilmente riconoscibile e guidato da una o più eccellenze in grado di traghettare tutto il sistema verso una proposta unica e condivisa che renda appetibile l’area in oggetto.

Le peculiarità del territorio e le caratteristiche delle strutture ricettive presenti necessitano di una strategia che possa coordinare le realtà locali, perseguendo alcuni fondamentali obiettivi:

 

1.       aumentare il livello di accoglienza e la qualità dei servizi offerti all’ospite dai singoli operatori;

2.      offrire opportunità di crescita professionale agli operatori turistici grazie ad attività di formazione/informazione (corsi, anche in modalità e-learning, stage formativi, visite guidate);

3.      favorire la competitività delle imprese offrendo servizi di consulenza e studiando assieme nuove metodologie di lavoro  “market oriented”, che permettano di fidelizzare e conquistare clientela;

4.      fornire un supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici, soprattutto per quelle imprese che si rivolgono a nuovi mercati;

5.      promuovere lo sviluppo e l’adozione di innovazioni tecnologiche a favore di un miglioramento della qualità del servizio e del prodotto.

 

Le azioni che possono essere promosse al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati sono molteplici, e necessitano di un costante aggiornamento ed adeguamento alle esigenze del mercato di riferimento.

 

Cosa fare

E’ evidente che in primo luogo gli enti locali dovranno condividere una strategia sulla base della quale definire un progetto avendo la colpevolezza che difficilmente riusciranno a darne efficace concretizzazione senza il coinvolgimento degli altri soggetti che operano nel settore: imprese private, pro loco, associazioni, operatori, ecc.

Gli strumenti per mettere insieme questa molteplicità di soggetti  possono essere diversi. In questo momento sembra di individuare nel “consorzio” la modalità più funzionale ma ciò non toglie che in questa prima fase ci si possa avvalere di strutture già esistenti (società, fondazioni, associazioni nell’ambito delle quali gli enti locali già svolgono un ruolo trainante).

Le finalità di questo, chiamiamolo provvisoriamente “consorzio”, dovrebbe essere la valorizzazione, la promozione e la commercializzazione del territorio, ma con in più l'erogazione, nei confronti dei propri associati, di una serie di servizi. Occorre, però, favorire l’adozione di un approccio, come detto sopra, di marketing oriented  nella programmazione e nella promozione, che passa inevitabilmente anche attraverso una maggiore “cultura dell’accoglienza”.

Pertanto si possono intravedere filoni di sviluppo che vanno in direzioni fra loro sinergici e complementari:

1.       accrescere una “cultura dell’accoglienza” da parte degli operatori del “consorzio” al fine di sensibilizzare un approccio volto alla soddisfazione del cliente, a realizzare proposte di qualità e in linea con le richieste del mercato;

2.      accrescere la visibilità del territorio e dei suoi operatori e le opportunità di commercializzazione delle proposte;

3.      fornire servizi alle strutture.

 

Obiettivi


In sintesi obiettivo fondamentale che dobbiamo porci è quello di sviluppare e promuovere il flusso turistico sul territorio della Valmarecchia attribuendo un valore aggiunto al già presente turismo stagionale, soddisfacendo così il desiderio del turista di visitare luoghi ricchi di arte, in cui venire a conoscenza delle tradizioni storiche e culturali, il piacere di gustare i piatti e i prodotti tipici della gastronomia del posto, la voglia di riportare a casa “un pezzetto” del territorio attraverso l’acquisto di articoli di pregiato artigianato artistico locale.

 

Il “consorzio” si deve prefiggere lo scopo primario di sostenere e favorire la tipicità e l’identità dei luoghi, le bellezze artistico-culturali, le produzioni artigianali, le risorse eno-gastronomiche suggerendo percorsi alternativi abbinati ai più significativi eventi e prodotti del territorio della Valmarecchia.  Gli itinerari consigliati dovranno essere costruiti con attenzione attorno alle risorse culturali e naturali diventando così il perno su cui far ruotare la proposta complessiva.

 

Le offerte dovranno coprire tutte le stagioni e proporre interessanti opportunità di visita durante tutto l’anno, favorendo il movimento turistico anche nei periodi generalmente soggetti ad un calo dell’affluenza dei visitatori.

 

Da analisi sull’orientamento generale del mercato si evince che  è sempre più forte. la tendenza a ricercare sempre più il particolare, l’originale e soprattutto il non “riproducibile” in serie, oltre l’ aspettativa, regalando emozioni autentiche

 

Gli obiettivi possono quindi così riassumersi e delinearsi:

1.       sviluppare proposte in grado di destagionalizzare l’offerta turistica complessiva;

2.      consolidare e promuovere una identità chiara e riconoscibile che rappresenta un elemento chiave per far conseguire agli attori la consapevolezza d’appartenenza al sistema stesso. Consapevolezza necessaria per spingerli ad investire le proprie risorse, i propri sforzi e soprattutto la propria fiducia nell’attivazione di azioni cooperative nel proprio territorio;

3.      coordinare il lavoro di tutti gli attori del territorio, rappresentando per gli stessi un valido strumento di promozione e di rappresentanza, in grado di raccogliere le risorse, operare le necessarie selezioni, costruire il prodotto turistico e infine commercializzarlo;

4.      incrementare le proposte ed i flussi turistici delle aree interne;

5.      incentivare e promuovere la visibilità del territorio e dei suoi prodotti al visitatore e ai turisti;

6.      rafforzare il segmento del “turismo rurale”, ossia quella particolare forma di turismo che associa i paesaggi ambientali, le tradizioni culturali, le produzioni tipiche e la vita dei territori e dei borghi rurali ad un approccio più moderno e contemporaneo del “cosa poter fare” in questi luoghi e con quale “modalità” scoprirli;

7.      favorire la commerciabilità dei prodotti tipici locali di artigianato ed enogastronomia inserendoli all’interno di percorsi tematici individuati;

8.      favorire e promuovere l’integrazione tra i vari comparti (culturale, ambientale, artigianato locale, eno-gastronomico, benessere e qualità della vita ecc…) attraverso la progettazione e la realizzazione di circuiti turistici tematici;

9.      presentarsi sul mercato nazionale ed internazionale con proposte di viaggio in grado di distinguersi all’interno del panorama di itinerari turistici offerti in altre aree.

 

Il pensiero della Provincia

Quelli sopraelencati sono obiettivi coerenti con il Programma Turistico di Promozione per l’anno 2013 e le sue linee strategiche e programmatiche adottate recentemente dalla Provincia di Rimini e finalizzate al raggiungimento di 5 obiettivi specifici tra i quali figura la “Valorizzazione turistica dell’entroterra” dove, tra l’altro si legge: “…Oggi l’occasione che ci è offerta è la possibilità di costruire, nei fatti un prodotto turistico entroterra autonomo, vero, in grado di competere sui mercati nazionali ed esteri, un’offerta turistica integrata, che, all’insegna del nuovo brand “Malatesta & Montefeltro”, fondata su realtà depositarie di testimonianze storiche, artistiche, naturali e paesaggistiche, ma nel tempo stesso rappresentative di quella parte di identità del territorio provinciale più legata alle tradizioni artigiane, ai prodotti enogastronomici, al folklore locale, alla vacanza attiva. …

Tre le direzioni d’intervento: messa in rete dei singoli servizi, partendo da una gestione coordinata e integrata dell’informazione turistica da gestirsi in modo innovativo, secondo formule moderne pubblico/private, dal collegamento delle singole offerte, esperienze, prodotti, attrazioni progettualità, da un maggior coordinamento degli eventi da abbinarsi con la commercializzazione di possibili specifiche proposte di viaggio; promo-commercializzazione vera del prodotto Malatesta & Montefeltro, con il concorso del pubblico, che deve favorire le condizioni, ma con un ruolo decisivo e propulsivo del privato, in quanto oggi l’offerta turistica del nostro entroterra, l’ospitalità, il circuito degli eventi, la produzione agroalimentare, l’insieme delle risorse naturali e storico-artistiche, è pronta per essere l’oggetto e il contenuto, a pieno titolo, di pacchetti turistici dedicati e proposte di viaggio autonome, in grado di intercettare specifiche target di clientela; attivazione di specifici strumenti di finanziamento dedicati alla riqualificazione e al potenziamento dell’offerta turistica ricettiva secondo standard di elevata qualità ambientale, privilegiando le formule tipiche dell’ospitalità diffusa.”

Relativamente alla non avvenuta costituzione da parte degli operatori dell’entroterra di un nuovo Club di prodotto specifico sul prodotto “Malatesta & Montefeltro” non viene letto positivamente dalla Provincia in quanto si tratta di un obiettivo mancato  Da qui la sollecitazione ad acquisire la consapevolezza che “fare turismo significa fare impresa, che il turismo è prima di tutto servizi, non semplicemente ed esclusivamente un bel paesaggio o un bel monumento da visitare.

Anche questo è un limite da superare: probabilmente i paletti quantitativi in termini di posti letto e camere fissate per la costituzione dei Club aderenti alle varie Unioni di prodotto sono troppo restrittivi e burocratici. Occorre invece premiare la volontà concreta di lavorare insieme anche da parte di pochi, la qualità dei progetti di aggregazione più che il numero dei letti o delle camere aggregate, esigenza vitale soprattutto per realtà dell’entroterra caratterizzate da un tessuto di imprese turistiche di piccole o piccolissime dimensioni. In questa direzione occorre che la Regione ci venga incontro, nell’ambito del processo di riforma degli assetti istituzionali e normativi in campo turistico su cui a breve si comincerà a discutere e lavorare”

 

Questo e altro dovrà essere oggetto di confronto e approfondimento tra noi per definire e condividere una strategia comune. Abbiamo necessità di andare in una direzione unitaria e valorizzare ciò che ogni Comune ha costruito, ideato, pensato in questi anni per valorizzare la propria città e il proprio paese.

 

------------------------------

Nell’immediato

Se quanto sopra riportato può rappresentare la base di un documento comune da socializzare e condividere nell’ambito dei singoli enti per poi passare all’elaborazione di un progetto esecutivo, nel frattempo non possiamo rimanere con le mani in mano al contrario abbiamo assoluta necessità di andare avanti e adottare soluzioni efficaci almeno sul piano della riorganizzazione dei servizi di informazione e accoglienza turistica.

Come saprete, nell’ambito del percorso di riorganizzazione turistica della regione Emilia Romagna, già in atto, è prevista anche la riforma degli IAT. La Provincia di Rimini, in sede di conferenza sul turismo nell’entroterra che si è tenuto a Santarcangelo il 13 aprile scorso, al riguardo ha avuto modo di affermare che la rete degli uffici IAT e UIT diffusi capillarmente in tutto l’entroterra se da una parte svolgono in modo soddisfacente il proprio ruolo “tradizionale” di informazione sulle opportunità del territorio in senso tradizionale, dall’altra non svolgono ancora il servizio di prenotazione e di commercializzazione dei servizi turistici e del pernottamento. Manca una gestione coordinata e integrata del servizio, ad esempio di vallata, attraverso formule gestionali pubblico/privato che consentano di erogare servizi innovativi e moderni (commercializzazione dell’ospitalità, escursioni, vendita di prodotti tipici.

E’ in virtù di ciò che, dopo il precedente incontro del 21 aprile anche alla luce di problematiche emerse in quella sede, ci siamo incontrati (assessori al turismo dei Comuni di Santarcangelo, San Leo e Verucchio) con i responsabili di Rimini Reservation (gestrice degli Iat della riviera) che, sulla base delle esigenze rappresentate nonché per dare risposte operative concrete, ci ha fatto pervenire una sua proposta di lavoro che si riporta qui di seguito.


    
 

 
 
 

Nessun commento:

Posta un commento