OCCHI APERTI

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giovedì 28 marzo 2013

TEMPI DI FUSIONE di Marco Lombardi Cons. Reg. Pdl


 

LOMBARDI (PDL): “sulle Unioni assicuro l’impegno anche a migliorare la Legge Regionale e sulle fusioni occhio ai tempi”

 

Visto che sia in Valconca che in Valmarecchia, ha preso piede un intenso dibattito sulle Unioni e sulle Fusioni di Comuni, senza voler in questa sede entrare nel merito delle varie posizioni in campo, vorrei contribuire al dibattito con alcune precisazioni.

Per quanto attiene alle Unioni, ricordo che la Giunta Regionale su indicazione dei Comuni interessati, ha individuato due ambiti ottimali per la nostra Provincia e secondo la legge sul riordino istituzionale all’interno di ogni ambito è consentita una sola Unione di Comuni.

Tale Unione però non dovrà essere una mera riproposizione di quelle esistenti fino ad oggi che spesso hanno dimostrato tutta la loro inutilità, ma dovrà veramente costituire un risparmio in termini di costi ed un miglioramento immediatamente percepibile per la qualità dei servizi ai cittadini.

Lo statuto delle nuove Unioni, sarà quindi il prossimo banco di prova per le Amministrazioni al fine di coniugare semplificazione istituzionale e salvaguardia delle specificità dei territori, necessità di alleggerire i livelli di governo ed esigenza di rappresentatività delle opposizioni.

Siccome però sono già emerse alcune criticità della legge regionale di riordino, come ad esempio il fatto che la previsione di quelle funzioni all’interno delle quali i Comuni dovranno sceglierne tre da  svolgere  in maniera associata sia troppo limitativa  e la possibilità di prevedere sub-ambiti sia frustrata dalla previsione che l’Unione coincida con la totalità dei comuni dello stesso ambito, assicuro il mio impegno come Presidente della Commissione che ha competenze anche per gli Affari istituzionali, affinché in tempi brevi si operino quelle modifiche legislative che assicurino un percorso più  aderente alle esigenze del territorio.

Per ciò che riguarda le fusioni, vorrei invece ricordare che tutta la procedura seppure tirata al massimo, richiede almeno 210 giorni per arrivare al suo termine e per i Comuni che voteranno nella primavera del 2014 tutto si dovrà concludere entro il 31 dicembre 2013 per aprire poi la fase commissariale sino alle elezioni per il nuovo Comune. Quindi ogni discorso ed ogni iniziativa concreta per essere credibile dovrà tener conto di tali scadenze.

Anche qui rammento che il Comune risultante da una fusione potrà mantenere presidi fisici ed organismi elettivi (gratuiti) a salvaguardia delle varie specificità territoriali.

In conclusione mi sento di affermare che, se il nostro territorio con l’aiuto della Regione, riuscirà a tener conto  di tutto ciò senza il velo ideologico che molte Amministrazioni di sinistra hanno avuto sino ad oggi, ci troveremo con una architettura istituzionale assai migliorata ed in linea con le aspettative dei cittadini.

mercoledì 27 marzo 2013

CALENDARIZZAZIONE DEGLI EVENTI ANCORA UN FLOP


       In un'ottica di unione a 4 sarebbe buona cosa che gli assessori a Turismo e Cultura dei 4 comuni si sedessero ad un tavolo e provvedessero a realizzare un calendario degli eventi che favorisca una ripartizione equa degli eventi sul calendario in modo tale che chi viene a visitare i nostri comuni possa sempre trovare eventi un po' in tutti i periodi dell'anno.
       Ma soprattutto occorre evitare che eventi di un certo spessore si sovrappongano l'un l'altro altrimenti il rischio è quello di dividere il pubblico penalizzando entrambi gli eventi che invece meriterebbero di sfruttare al massimo le proprie potenzialità. Scorretto che ogni volta il comune più grande decida di muoversi senza preoccuparsi delle conseguenze degli altri.
       Un'altro flop dell'Unione dei comuni che a quanto pare non riesce a svolgere alcuna forma di coordinamento, figuriamoci cosa si combinerà in 12.
 
Loris Dall'Acqua
 

martedì 26 marzo 2013

ASP QUALE FUTURO PER LE CASE DI RIPOSO?

La Voce 27-03-13

Le scelte dell’Asp Valle del Marecchia sono di rilevante interesse per la comunità bernese, sono infatti le strutture di Santarcangelo e di Verucchio quelle alle quali le famiglie di Poggio Berni si rivolgono al fine di far assistere i propri cari non più auto sufficienti , senza dimenticare che il nostro comune è socio dell' Asp assieme agli altri comuni dell'Unione Valle del Marecchia. Questa la premessa alla base dell’interpellanza della consigliera Francesca D’Amico presentata il 19 febbraio scorso alla quale è stata data risposta al consiglio del 18 marzo attraverso la quale è stato richiesto di informare il consiglio comunale bernese su quale sia attualmente la situazione patrimoniale e finanziaria dell' Asp una necessità viste le diverse dichiarazioni udite dai sindaci dei due comuni più grandi.
Una risposta molto evasiva, sfuggente ed ermetica  come nello stile di questa amministrazione ma dalla quale comprendiamo che si andrà incontro all’indebitamento visto quanto in risposta:
“Questo ente sta affrontando la riorganizzazione derivante dall’introduzione del sistema di accreditamento dei servizi socio sanitari, sistema che sta rivoluzionando l’intero welfare regionale. “, ma poi si ammette anche che “con l’adeguamento alla normativa sull’accreditamento e il trasferimento dei servizi alle cooperative, l’Asp vede inevitabilmente ridursi il proprio fatturato e pertanto il bilancio sarà destinato a riflettere questa situazione difficile”.
Ci pare proprio che il futuro dell’Asp non sia poi così roseo come raccontato da qualche amministratore della valle.
Pdl Poggio Berni

martedì 19 marzo 2013

CON-FUSIONE SVILITO IL RUOLO DELL'OPPOSIZIONE

Il metodo di lavoro dei sindaci è assolutamente deprecabile, quando si devono trattare temi importanti come quello della fusione i rapporti tra maggioranza e opposizione dovrebbero esserci dialogo e condivisione da subito, invece hanno scelto di lavorarci da tempo in gran segreto, ed a testimoniarlo la realizzazione dello studio preliminare di fattibilità che certamente non è stato fatto dalla mattina alla sera. Alle opposizioni è stato comunicato solo pochi giorni fà, una mancanza di rispetto alla quale siamo tristemente abituati, ma che per i cittadini che rappresentiamo non possiamo accettare.

Vorremmo ricordare ai due sindaci che hanno alle spalle un programma di mandato in cui non è contemplata in alcuna maniera la fusione, così come non lo era l’unione-ammucchiata e restiamo quindi allibiti che su un processo simile non si sia voluto in alcuna maniera informare e consultare la cittadinanza a nostro avviso doveroso quando si affrontando tematiche così importanti.

Allucinante che lo studio di fattibilità sulla fusione a due sia già stato commissionato e che di questo non ci sia alcuna traccia in consiglio comunale, tutto lecito ma ci chiediamo con quale diritto i due sindaci si siano spinti così oltre senza il democratico coinvolgimento della cittadinanza. La delibera consegnata era oltretutto incompleta: non erano infatti indicate le ipotesi di nome ( anch’esse oggetto del referendum ) ma erano stati lasciati degli spazi in bianco, contattare le opposizioni alle 13 di lunedì per comunicare che alle 18.30 si sarebbe tenuto un incontro per decidere i nomi da inserire in una delibera che sarebbe stata votata in serata significa considerare l’opposizione un mero accessorio.

Pdl è da sempre a favore dei tagli ai costi della politica, della semplificazione e da sempre favorevoli alle fusioni, ma come si fa ad esprimere un voto così importante senza avere una documentazione adeguata, in tutte le altre realtà questa fase è stata preceduta da anni ed anni di dibattiti sul tema.

QUESTIONE RIORDINO

Forse ci sono dei timori non palesati verso la decantata unione-ammucchiata, visto che in un’ipotetica unione a 12 i due comuni rischierebbero di non essere nemmeno rappresentati, rischi che noi abbiamo sempre sottolineato nonostante il Pd, per spirito di scuderia minimizzava, salvo ora leggere tra le motivazioni un mal celato timore per il fatto che Torriana sarà costretta a delegare quasi tutte le funzioni all’ Unione.

QUESTIONE ECONOMICA

C’è da chiedersi se non sia una questione economica visto che Amati nel suo mandato si è contraddistinto per spese molto discutibili che non stiamo ad elencare e ora non sappia più come sostenere tutte le spese, i debiti contratti, come pagare il PSC ecc.

QUESTIONE POLITICA

L’accelerazione è successiva all’esito delle urne in cui il partito si è visto ai minimi storici e forse la fusione è stata vista come unica ancora di salvezza. Siamo stati i primi a chiedere di valutare ipotesi di fusioni richieste che il PD ha sempre disatteso e bocciato in consiglio comunale sino al mese scorso.



UNIONE ESPERIENZA FALLIMENTARE
La scelta a 2 evidenzia anche un fallimento dell’ attuale Unione, visto che dopo anni di gestione attraverso un ente composto di 4 comuni anziché valutare la fusione dei 4 comuni si sia preferita una “fuitina” a 2, ci auguriamo che la fase partecipativa inizi immediatamente e che sia affiancata da una imponente e documentata fase informativa, vogliamo che sia appunto la cittadinanza consapevole e partecipe a decidere. La civica, come consuetudine, ha scelto di lasciare libertà di voto.



Francesca D'Amico Loris Dall'Acqua



Pdl Poggio Berni



sabato 16 marzo 2013

TURISMO L'ABC CHE AMATI NON HA SPIEGATO

        Al FORUM sul TURISMO tenutosi il 14 marzo a Novafeltria Amati sindaco di Poggio Berni ha relazionato in maniera molto approssimativa la materia turistica. L' incontro peccava sotto tutti i punti di vista a parte la splendida accoglienza da parte dell'istituto che ha accolto l'evento unica nota di merito. L'impostazione e il metodo fortemente deludenti, chiamare gli operatori del settore privati e chiedergli di esprimersi sul nulla è una proposta che si commenta da se. Pensare addirittura che gli operatori possano investire soldi su non si sa bene cosa è a dir poco paradossale.

        Quel che non ha fatto Amati tenteremo di farlo qui noi dando alcune nozioni sul turismo che possano arricchire il vocabolario di tutti ricevute dal nostro consigliere regionale:
  • Le Unioni di Prodotto, associazioni costituite ai sensi della Legge regionale n. 7/1998 e successive modificazioni, sono aggregazioni di soggetti istituzionali pubblici (quali Enti locali e Camere di Commercio) e di soggetti privati (in particolare aggregazioni di imprese) interessati allo sviluppo e all'offerta dei quattro grandi comparti che caratterizzano il turismo della Regione Emilia-Romagna: mare, città d'arte, terme e appennino.
    Per rappresentare le "quattro punte di diamante" dell'offerta turistica regionale rafforzandone anche l'immagine comunicativa, le Unioni hanno assunto le denominazioni di: UdP "Costa adriatica"; UdP "Terme, Salute e Benessere"; UdP "Appennino e Verde"; UdP "Città d'Arte, Cultura e Affari".  (certo che una quinta UdP che valorizzi gli ambiti fluviali, l'enogastronomia e la rete museale istituita in Valmarecchia non ci starebbe male ma Melucci non ci crede)

    Ogni anno, le Assemblee di queste quattro associazioni, con la presenza dei soci pubblici e privati, concertano e approvano i "Progetti di marketing e promozione turistica di prevalente interesse per il mercato italiano"; tali progetti vengono finanziati e gestiti dalla "parte pubblica" dell'Unione. I privati (soci delle UdP in forma di aggregazioni/club di prodotto) costruiscono i loro progetti di commercializzazione turistica in piena sinergia con le indicazioni dei Progetti di marketing e promozione.
    Le Unioni di prodotto rappresentano il secondo livello della "filiera regionale" dei soggetti che operano nell'ambito della promozione turistica (APT-UdP-Province) ed il punto di incontro della promozione (attuata dai soci pubblici) e della commercializzazione (attuata dai soci privati).
    Punto di contatto fra promozione pubblica e commercializzazione privata, ogni Unione appare quindi come una fitta rete in cui si intrecciano Enti locali, Camere di commercio, società, organismi operativi locali e regionali, "Club di Prodotto", cooperative, imprese turistiche aggregate e società d'area. A tessere le fila organizzative di ciascuna unione, un Presidente (proposto dai soci pubblici) ed un Coordinatore (proposto dai soci privati).
    È in questo forte contesto di collaborazione che nascono i "pacchetti turistici" dei Club di prodotto (aggregazioni di imprese) che caratterizzano il turismo emiliano-romagnolo per la ricchezza delle proposte e per l'eccellente livello di qualità dei prodotti/servizi offerti.
    La Regione, per garantire lo sviluppo delle UdP, cofinanzia annualmente sia i Progetti di marketing e promozione turistica, che le iniziative di commercializzazione in forma di co-marketing.
  • Sistemi Turistici Locali: sono aggregazioni rappresentative dei soggetti pubblici e privati che si pongono l'obiettivo di operare per lo sviluppo di dell'economia turistica attraverso la realizzazione di iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e delle destinazioni turistiche dei contesti di appartenenza.
    I STL operano nell'ambito di contesti turistici omogenei comprendenti territori caratterizzati dall'offerta integrata di: località turistiche, beni culturali e ambientali, prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale. In tali contesti devono inoltre essere caratterizzati dalla presenza diffusa di imprese turistiche.
    I STL riconosciuti dalla Regione possono accedere alle misure di cofinanziamento regionale eventualmente previste nell'ambito dei PTPL.
  • Comitato di concertazione turistica: ha il compito di svolgere funzioni di concertazione delle linee strategiche e programmatiche per lo sviluppo delle attività di promozione e commercializzazione turistica. I sui membri sono i soggetti istituzionali e rappresentativi (pubblici e privati) del settore turistico dell'Emilia-Romagna.
    In particolare, Il CCT formula proposte ed esprime pareri alla Giunta regionale in ordine agli atti di programmazione degli interventi di promozione e commercializzazione turistica; all'attività dell'Osservatorio turistico regionale; ai progetti realizzati da Apt Servizi srl, dalle Unioni, dalle Province

lunedì 11 marzo 2013

FUSIONE POGGIO BERNI TORRIANA di MARCO LOMBARDI


COMUNICATO STAMPA

MARCO LOMBARDI (Consigliere Regionale PDL). Sulla fusione Torriana - Poggio Berni

 

Nello stigmatizzare il comportamento delle Amministrazioni comunali di Poggio Berni e Torriana, che su un processo così importante come una fusione di Comuni, solo all’ultimo secondo hanno informato le minoranze delle loro intenzioni, vorrei intervenire nel dibattito precisando alcune questioni di fondo.

 

“La fusione tra due  o più Comuni deve sempre essere una questione lasciata alla libera scelta dei cittadini interessati, perché riguarda tradizioni, identità e servizi che li coinvolgono direttamente e proprio per questo tutta la procedura è soggetta ad un referendum popolare”.

 

“La Legge Regionale in tema di fusioni - afferma Lombardi - prevede o l'iniziativa popolare o la richiesta alla Giunta regionale proveniente dai Consigli Comunali per predisporre il progetto di legge di fusione. Sbaglierebbe quindi chi pensasse che la Regione spinge o peggio impone una fusione e quindi va immediatamente chiarito che ogni fusione  può avvenire solo per iniziativa diretta dei cittadini o dei Consigli Comunali”.

 

“Visto che in Commissione abbiamo già affrontato due fusioni - prosegue Lombardi - senza entrare nel merito della opportunità o meno della fusione, vorrei dare alcune indicazioni utili soprattutto ai cittadini per valutare con cognizione di causa il processo.

 

In primo luogo va chiarito che, al di la delle pur valide ragioni identitarie e di campanile, non secondarie in questi casi, i cittadini non dovranno subire alcun danno dalla fusione nel senso che, rimanendo il presidio dei municipi dei Comuni soggetti a fusioni, questi rimarranno i terminali ultimi a cui i cittadini dovranno rivolgersi. È tutto ciò che sta dietro lo "sportello" che dovrà essere razionalizzato centralizzato e reso più economico dal punto di vista della spesa pubblica”.

 

“La legge regionale - conclude Lombardi - prevede inoltre anche la possibilità di mantenere organismi elettivi periferici ovviamente a titolo onorifico e gratuito per mantenere un legame con il territorio. Infine sono previsti cospicui finanziamenti per oltre dieci anni al nuovo comune nato dalla fusione.

 

Ecco quindi che i cittadini e le forze di opposizione, dovranno attentamente vigilare che dette somme non siano sprecate per sostenere apparati burocratici e clientelari, ma per migliorare ed aumentare la qualità dei sevizi a i cittadini”.

 

Riassumendo questi sono i presupposti: nessuna imposizione dalla Regione ma piena responsabilità delle Amministrazioni locali che possono promuovere l’iniziativa e dei cittadini che  si dovranno esprimere con un referendum; nessun disagio per i cittadini; finanziamenti straordinari tesi a migliorare i servizi e non a sostenere l’apparato.

sabato 9 marzo 2013

MUSEI: IL PARERE DEL CITTADINO

          Contributo giuntoci da un cittadino:
INIZIATIVE COLLATERALI E ORARI DEI MUSEI

Che pasticcio. e quanto fumo negli occhi
La Voce di Romagna ha pubblicato l' 08-03-2013 una precisazione del sindaco di Poggio Berni sugli orari del Museo Sapignoli, nella quale, in maniera esaustiva, descrive tutte le attività che si svolgono attorno al Museo. Iniziative che per ogni Museo sono di contorno alla struttura, sarebbe sconfortante se non ci fossero.
Queste iniziative bellissime ed essenziali, sono a beneficio di un stretto e ben qualificato settore, le scuole, i cittadini, i circoli culturali ecc., ma a livello della apertura al pubblico sono ininfluenti.
E’ come se apparecchiassimo una tavola piena di cibi succulenti , ma poi al visitatore offrissimo solo un piatto di lenticchie, quando ci sono. Quel visitatore che viene da fuori il sabato pomeriggio e trova chiuso, ha fatto un viaggio inutile che non ripeterà più. Un visitatore deluso e mancato è un passaparola negativo.
L’ apertura al pubblico deve rispettare i requisiti del regolamento dei Musei di Qualità come da tabella esposta al pubblico, che recita: REQUISITO OBBLIGATORIO ARTICOLO 10: “ Deve essere garantita l’ apertura al pubblico per almeno 24 ore settimanali, compreso o il sabato o la domenica”
Punto e basta,senza attenuanti. Sull’ apertura non vi è altra traccia di nessuna qualità, questi requisiti valgono per tutti i Musei.
Le aperture a chiamata non sono certificate dal regolamento, quindi sono di comodo, come è di comodo fare di tutte le erbe un fascio per confondere le irregolarità.
Al comune di Poggio Berni mancano 3 ore, oltretutto l’ apertura obbligatoria della domenica ( il sabato è chiusa ) è gestita da volontari che hanno rilanciato quella struttura con le storie della gente che fu e che girano attorno al Mulino, i Musei di Santarcangelo sono proprio fuori del tutto e se quantifichiamo quanto costa....
Sarebbe più semplice ed onesto verso i visitatori dire che purtroppo i numeri di presenze in certi giorni sono scarse o nulle e il costo della apertura è rilevante, ci scusiamo, ma questi sono gli orari che ci si può permettere e garantire, specificando che ci si sta adoperando per risolvere il problema e ringraziando anticipatamente per la comprensione.
Tutti apprezzerebbero un discorso del genere e parlando con altri il giudizio non potrà che essere positivo facendo si che quel visitatore mancato sarà sollecitato a ritornare anche se questo significa non fregiarsi di un riconoscimento che non si può onorare.

venerdì 8 marzo 2013

MUSEO L'ORARIO SIA DI QUALITA'


Amati valuti e seriamente la possibilità di ampliare l’attuale orario di apertura di Museo Mulino Sapignoli, probabilmente come museo di qualità, le 24 ore settimanali dovremmo dichiararle negli orari esposti al pubblico, e non sommare gli eventi svolti durante l’anno o le visite saltuarie. Tali iniziative sarebbero da considerarsi come qualcosa di aggiunto e come tali andrebbero valutate, altrimenti, se bastassero le porte aperte potremmo conteggiare anche le ore in cui all’interno ci sono gli addetti alle pulizie per far accrescere il monte orario. Se l’amministrazione tiene alla valorizzazione del nostro patrimonio turistico-culturale ci auguriamo che valuti la reperibilità “a chiamata”  eventualmente come un valore aggiunto e non la soluzione compensativa delle 3 ore mancanti. Per le nostre strutture l’amministrazione dovrebbe impegnarsi a renderle ancor più accessibili e accoglienti, altrimenti a che pro averle realizzate?

Pdl Poggio Berni

venerdì 1 marzo 2013

NIDO REPLICA AD AMATI

La Voce 02-03-13

L’amministrazione provvede sempre più spesso a governare il territorio attraverso delle delibere di giunta senza nemmeno sottoporle all’approvazione del consiglio comunale o peggio si avventura in scelte solitarie come accaduto per la firma al protocollo d’intenti inerente la strada di gronda, l’attività consigliare è ridotta ad un lumicino di candela e purtroppo gli argomenti più “scomodi” non rientrano quasi mai nell’Ordine del Giorno.

La determina inerente l’affidamento dell’incarico ad un professionista è finalizzata ad avere una stima del valore di alcuni beni di proprietà comunale è stata predisposta dal responsabile di settore, certamente non per sua iniziativa personale, ma dietro incarico da parte dell’amministrazione comunale, la quale, non nega che la vendita potrebbe essere una possibilità. Amati s’illude se pensa che noi attendiamo il bando per la vendita per porci il problema! Operazioni del genere richiedono alcuni passaggi e questa ha tutta l’aria di essere il primo atto seppur aleatorio, una determina piuttosto chiara e rivelatrice. Forse è imbarazzante dover rendere conto che abbiamo strutture nuove dedite al divertimento e plessi scolastici in tutt'altre condizioni.

L’incertezza sull’idoneità del plesso è alla base della richiesta di detta stima, i cittadini hanno diritto di sapere se i locali in cui portano i propri figli siano o meno idonei, Amati ricorda che sono ancora in corso le indagini per verificare il rispetto dei requisiti sismici (per le quali si dice speranzoso), nonostante manchi ancora il responso, si afferma che quello stabile ospiterà anche il prossimo anno il nido. Chiederemo ad Amati di prestarci la sua sfera di cristallo! Vogliamo ben sperare, che qualora i locali risultassero non più idonei non intenda mantenere in quel plesso il nido e visto che non ci sarà certo il tempo materiale di attendere la realizzazione di un nuovo plesso ci auguriamo che si stiano vagliando soluzioni alternative.

La vendita o meno del plesso di via Roma è comunque un problema secondario rispetto alla sicurezza ed idoneità, il Poggio dei Bimbi è un’ eccellenza ma Amati non faccia confusione tra contenuto e contenitore, ad eccellere è il servizio del nido e non la struttura che potrebbe risultare un' emerita catapecchia.



Loris Dall’Acqua Francesca D’Amico Pdl Poggio Berni