COMUNICATO STAMPA
MARCO LOMBARDI
(Consigliere Regionale PDL). Sulla fusione Torriana - Poggio Berni
Nello stigmatizzare
il comportamento delle Amministrazioni comunali di Poggio Berni e Torriana, che
su un processo così importante come una fusione di Comuni, solo all’ultimo
secondo hanno informato le minoranze delle loro intenzioni, vorrei intervenire
nel dibattito precisando alcune questioni di fondo.
“La fusione tra
due o più Comuni deve sempre essere una
questione lasciata alla libera scelta dei cittadini interessati, perché
riguarda tradizioni, identità e servizi che li coinvolgono direttamente e
proprio per questo tutta la procedura è soggetta ad un referendum popolare”.
“La Legge Regionale
in tema di fusioni - afferma Lombardi - prevede o l'iniziativa popolare o la
richiesta alla Giunta regionale proveniente dai Consigli Comunali per
predisporre il progetto di legge di fusione. Sbaglierebbe quindi chi pensasse
che la Regione spinge o peggio impone una fusione e quindi va immediatamente
chiarito che ogni fusione può avvenire
solo per iniziativa diretta dei cittadini o dei Consigli Comunali”.
“Visto che in
Commissione abbiamo già affrontato due fusioni - prosegue Lombardi - senza entrare nel merito della
opportunità o meno della fusione, vorrei dare alcune indicazioni utili
soprattutto ai cittadini per valutare con cognizione di causa il processo.
In primo luogo va
chiarito che, al di la delle pur valide ragioni identitarie e di campanile, non
secondarie in questi casi, i cittadini non dovranno subire alcun danno dalla
fusione nel senso che, rimanendo il presidio dei municipi dei Comuni soggetti a
fusioni, questi rimarranno i terminali ultimi a cui i cittadini dovranno
rivolgersi. È tutto ciò che sta dietro lo "sportello" che dovrà
essere razionalizzato centralizzato e reso più economico dal punto di vista
della spesa pubblica”.
“La legge regionale -
conclude Lombardi - prevede inoltre anche la possibilità di mantenere organismi
elettivi periferici ovviamente a titolo onorifico e gratuito per mantenere un
legame con il territorio. Infine sono previsti cospicui finanziamenti per oltre
dieci anni al nuovo comune nato dalla fusione.
Ecco quindi che i
cittadini e le forze di opposizione, dovranno attentamente vigilare che dette
somme non siano sprecate per sostenere apparati burocratici e clientelari, ma
per migliorare ed aumentare la qualità dei sevizi a i cittadini”.
Riassumendo questi
sono i presupposti: nessuna imposizione dalla Regione ma piena responsabilità
delle Amministrazioni locali che possono promuovere l’iniziativa e dei
cittadini che si dovranno esprimere con
un referendum; nessun disagio per i cittadini; finanziamenti straordinari tesi
a migliorare i servizi e non a sostenere l’apparato.
Nessun commento:
Posta un commento