LA VOCE 27-10-12
Il NUOVO QUOTIDIANO 27-10-12
Amati spegne il 50% dei lampioni al fine di tagliare l'alto costo della bolletta della luce, un accorgimento condivisibile anche se, per coerenza, vorremmo vedere maggior contegno della spesa pubblica anche in altri capitoli di spesa che invece lasciano molto a desiderare e un piano degli investimenti che privilegi gli interventi più urgenti. Se si arriva a tagliare sulla pubblica illuminazione in misura così drastica (50%), indipendentemente da imposizioni calate dall'alto, dobbiamo dare per scontato, che anche sul resto siano state fatte o siano in corso revisioni di contratti e di accordi atti a mantenere servizi a costi contenuti.
Ci sono aree sul nostro teritorio in cui c'è un alta concentrazione di lampioni per cui lo spegnimento di alcuni di essi non avrebbe dovuto creare particolari problemi, soprattutto visto che era stato annunciato un criterio legato all'utilità e alla sicurezza.
Per una volta ci eravamo illusi che le cose fossero state fatte ad arte, come nostra abitudine ci siamo confrontati coi cittadini e abbiamo fatto un sopralluogo per renderci conto della situazione che purtroppo è diversa da quella prospettata.
Le lamentele giungono dalle frazioni più piccole (in particolare Trebbio), e dalle zone periferiche in cui l'illuminazione era già insufficiente prima ed ora spegnendo qualche lampione si creano delle zone buie che ovviamente sono ritenute poco sicure dai residenti.
Durante il governo partecipato il miglioramento della pubblica illuminazione era tra le segnalazioni più frequenti, Amati se ne è dimenticato?
Ci sono zone in cui i lampioni sono molto vicini tra loro e risultano tutti accesi illuminando a giorno la zona e in altre zone c'è una media di un lampione spento ogni due accesi ed anche in questo caso i lampioni sono tutt'altro che radi e probabilmente con una media di uno acceso e uno spento si riesce ad avere una illuminazione sufficiente, altre zone invece hanno ora un'illuminazione insufficiente. O troppo o troppo poco serve più equità.
Ironico che qualcuno voglia portarci in Unione a 11, in tale
contesto si dovrebbe ricercare di fornire ai cittadini gli stessi servizi da
Casteldelci a Santarcangelo e già sull' illuminazione si vedono strategie
diametralmente opposte: a Poggio Berni si sfoltiscono i lampioni e a
Santarcangelo ad esempio in via Scalone si attende di poter migliorare ed
aumentare la pubblica illuminazione. Mah!Suggeriamo anche al Signor Sindaco di fare un sopralluogo "in notturna" affinchè si renda conto dove occorrono degli aggiustamenti.
Amati stacca la luce, ma per un vero risparmio si dovrebbe staccare la spina a questa amministrazione.
Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni
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