LA GAZZETTA DELLO SPORT 27-10-12
Fare sport sta diventando sempre più un' attività ad esclusiva portata delle
classi più abbienti.
Molte
strutture nelle quali si svolgono attività sportive sono prevalentemente di
proprietà comunale, la cui gestione viene invece normalmente affidata a società
esterne o cooperative che si occupano dell'organizzazione dei corsi,
della manutenzione, pulizia ecc . Chi gestisce le strutture sportive, spesso e
volentieri, percepisce anche soldi pubblici, cifre a parziale copertura dei
costi, che consentono loro di svolgere le varie attività, integrate in parte
dagli sponsor e in parte dalle quote pagate dai partecipanti.
Il contributo da parte delle pubbliche amministrazioni credevo servisse per
permettere a tutti di avvicinarsi allo sport, invece mi pare che purtroppo
non funzioni affatto così.
Nel
comune in cui vivo pare che alcuni corsi quali ad esempio la scuola calcio per i
ragazzini, abbiano subito degli aumenti considerevoli arrivando a sfiorare un
20% in più rispetto all'anno precedente.
Possibile che si possano aumentare dei prezzi in questa maniera?
Le amministrazioni non dovrebbero avere voce in capitolo sulle tariffe applicate
e soprattutto sugli aumenti?
Inutile
dire che in un periodo di crisi un aumento del genere incide in un budget
familiare e che questo abbia spinto alcuni genitori a rinunciare ad iscrivere i
propri figli. Un vero peccato vista anche la funzione socializzante ed
aggregativa che lo sport assolve.
La
cosa più preoccupante è che lo sport stia sempre più diventando un lusso
riservato a pochi, per gli altri probabilmente si tornerà a giocare per strada
magari prendendo a calci una lattina.
Cordiali
saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Berni Rimini
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