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lunedì 21 ottobre 2013

POGGIO TORRIANA: MARCO LOMBARDI tranquillizza ARLOTTI


 

 

COMUNCATO STAMPA

LOMBARDI (PDL-FI). Fusione Torriana - Poggio Berni: verso completamento dell’iter legislativo.

 

 

Vorrei tranquillizzare l’On. Arlotti, che a seguito di sue libere interpretazioni su alcuni miei commenti successivi al referendum per la fusione di Torriana e Poggio Berni,  aveva messo  in dubbio la mia correttezza come Presidente della Commissione Bilancio e Affari Istituzionali, in riferimento al celere completamento dell’iter legislativo.

 

Appena ultimati tutti gli adempimenti necessari e non dipendenti dalla mia Commissione, ho immediatamente e con urgenza calendarizzato l’argomento in Commissione e nella seduta di oggi (21 ottobre) il testo è stato licenziato e quindi rimesso all’Aula per l’approvazione definitiva.

 

Adempiuto quindi ad un mio preciso dovere, vorrei ricordare all’On. Arlotti, che ne io ne i Consiglieri di opposizione di Torriana e Poggio Berni siamo stati contrari alla fusione ne tanto mento abbiamo immaginato di contrastare l’esito referendario, ciò che lamentavamo è stata una partecipazione dovuta più alle pressioni della sinistra locale che non ad una corretta e capillare informazione sulle conseguenze delle fusione.

 

Conseguenze che noi reputiamo positive solo se si trasformeranno in un’opera duratura di razionalizzazione dei servizi  che usi le ingenti risorse economiche messe a disposizione dallo Stato e dalla Regione, per offrire delle novità positive ai cittadini e non per mantenere o implementare una macchina pubblica inefficiente e clientelare.

 

Queste erano le legittime preoccupazioni di chi ha il compito di controllare chi governa, e questo è ciò che abbiamo fatto pronti invece a collaborare per costruire un nuovo Comune che si ispiri alla massima efficienza ed alla massimo dialogo con i cittadini.

 

Tutto ciò senza minimamente confondere il mio ruolo Istituzionale in Regione con il mio ruolo di esponente politico locale. Per noi è facile e naturale comportarci in questo modo, la sinistra sospetta degli altri perché evidentemente è abituata a confondere il piano politico-partitico con quello istituzionale.

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