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giovedì 3 ottobre 2013

FUSIONE: QUANTO PRESSAPOCHISMO

La Piazza 04-10-13
Il Corriere 05-10-13

Spett.le Direttore,
        Domenica 6 Ottobre gli aventi diritto al voto dei comuni di Torriana e Poggio Berni, saranno chiamati alle urne per esprimersi su quella che è la prima proposta di Fusione nella Provincia di Rimini. Una materia certamente non facile, ma di assoluta importanza, che le due amministrazioni hanno purtroppo portato avanti in maniera veramente maldestra e sommaria, basando la campagna informativa su qualche frase inerente il tema della fusione in generale, ma senza scendere mai più di tanto nello specifico, una scelta irresponsabile in quanto ai cittadini non si può proporre un salto nel vuoto, ma una meta certa verso la quale approdare.
        Le fusioni possono essere una grande opportunità di crescita, poi è nei singoli progetti di fusione che si può misurare la validità, la convenienza, la lungimiranza e la forza di una proposta.
        Tra i limiti, il  mancato coinvolgimento dei cittadini nella fase precedente alla formulazione di questa proposta a 2, prima ancora di dare avvio all'iter si potevano indire pubblici incontri coi cittadini per spiegare quali erano le novità introdotte dalla Legge Regionale sul riordino territoriale e quindi, quali sarebbero state le possibilità di crescita del territorio, occasione in cui si sarebbe potuto approfondire oltre alla definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali, anche il significato e le differenze tra le Convenzioni, le Unioni e le Fusioni. Sulle Fusioni si sarebbe potuto inoltre sondare preventivamente l'opinione dei cittadini sia sul gradimento per questo tipo di proposta, che sull'eventuale tipo di fusione ( a 2, a 3 o a 4 comuni). La domanda che in molti hanno rivolto alle amministrazioni comunali di Poggio Berni e di Torriana era inerente al perchè si trovassero di fronte una proposta di fusione a 2 e non a 4, domanda più che lecita visto che dopo anni di Unione a 4 era logico attendersi una proposta di fusione che avesse coinvolto anche Santarcangelo e Verucchio. Questo tipo di incontro è stato proposto alle istituzioni, ma lo stimolo non è stato purtroppo raccolto.
       Altro limite il fatto che i proponenti non siano nemmeno andati nel dettaglio, ma abbiano scelto di basare la campagna referendaria su informazioni generiche senza scendere più di tanto nello specifico, chiedendo un voto quasi sulla fiducia. Sebbene fosse stato richiesto non è stato approfondito come e quanto si sarebbe risparmiato,  come sarebbero stati riorganizzati gli uffici nei municipi, come si sarebbero potuti riorganizzare i servizi sul territorio. Tra le incognite non è stato nemmeno indicato quale dei due municipi sarebbe stata la sede politica o se si sarebbe optato per una nuova sede più baricentrica e quindi neutra affinchè nessuna delle due comunità potesse percepire la fusione come "andare sotto qualcun altro". I due sindaci si sono voluti tenere le mani libere, lasciando passare il messaggio che si può fare tutto e il contrario di tutto, a decidere saranno i cittadini ai quali si chiede di partecipare e di essere lungimiranti, un peccato non si sia voluto spiegare dettagliatamente cosa ci sia oltre la siepe, sarebbe stato piuttosto utile per abbattere la diffidenza verso il nuovo.
        Un vero peccato questo pressapochismo.
Cordiali saluti,

Loris Dall'Acqua   Poggio Berni

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