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domenica 1 settembre 2013

DIETRO QUESTA FUSIONE

          La Voce 05-09-13
Cosa stia facendo la Commissione intercomunale per la fusione è una domanda che retoricamente ci poniamo spesso anche noi. Se tra gli scopi c’è anche quello di informare i cittadini si provveda ad informarli correttamente facendo attenzione a non trascendere nella propaganda referendaria.  Informare correttamente vuol dire anche mettere sullo stesso piano tutti gli elementi pro e contro questa fusione. Qualora non dovesse andare in porto la fusione tra Poggio Berni e Torriana, gli amministratori hanno lasciato intendere una forte difficoltà, quasi impossibilità, a garantire i servizi, ma allora ci chiediamo: per quale motivo Pennabilli, San Leo, Talamello, Sant’Agata Feltria, Maiolo e Casteldelci che sono anch’essi comuni di piccole dimensioni, non si stanno disperando come i nostri due comuni? Noi non stiamo facendo propaganda nè per il SI, né per il NO, ma stiamo ancora esortando alla corretta e piena informazione, auspici che come sempre vediamo disattesi.
       Non è stata fatta una stima dei risparmi a cui porterebbe questa fusione ( Savignano e San Mauro Pascoli avevano indicato un risparmio indicativo di 300.000 euro annui), non sono stati fatti confronti con altre ipotesi di fusione (quella a 4), non è stato ancora valutato come sarebbe strutturato il nuovo ente o quali cambiamenti ci saranno per i cittadini. Il sospetto che alberga in molti è che le vere preoccupazioni dei proponenti possano essere altre. A Torriana, essendo il comune sotto la soglia dei 3000 abitanti, in caso di mancata fusione il centro sinistra che da sempre governa perdererebbe il proprio potere sul territorio dovendo delegare quasi tutto all’Unione, mentre a Poggio Berni, durante la legislatura Amati si sia speso troppo e male. Tante strutture aperte negli ultimi anni come Mulino Sapignoli, Centro Sociale e Teatro Aperto, per le quali si spendono cifre importanti, senza un progetto gestionale sostenibile permangano dei costi gestionali che sarebbero probabilmente al di sopra delle nostre possibilità, capitoli di spesa sui quali ci sembra si sia scelto di intervenire in maniera poco incisiva. Che si voglia evitare di scontentare orticelli elettorali?

        Vince quindi la strategia del capro espiatorio, più conveniente tagliare sulla qualità di alcuni servizi per i quali si può magari dare la colpa ai tagli del governo centrale, i soldi della fusione sarebbero funzionali a coprire le proprie incapacità amministrative.

Francesca D’Amico   Loris Dall’Acqua

Pdl Poggio Berni




 

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