COMUNICATO STAMPA
del Cons. Regionale MARCO LOMBARDI (PDL) che INTERVIENE SULLA CONTESTAZIONE AL
MINISTRO CANCELLIERI
Anche io sottoscrivo
in pieno l’iniziativa de ’Il Giornale’ per la tutela legale dei poliziotti
indagati in seguito ai disordini accaduti durante il cosiddetto sciopero
europeo, perché istintivamente fra chi protesta in maniera violenta e chi ci
difende dalla protesta violenta sto con i secondi. Poi possiamo discutere caso
per caso delle singole responsabilità personali dei poliziotti, ma
pregiudizialmente sto con quel genitore che avendo un figlio arrestato in
quell’episodio si è interrogato sulle sue responsabilità di padre e sul
messaggio devastante di una giustizia che minimizza questi episodi.
Rispetto ai
fatti accaduti nel Palazzetto dello Sport di Rimini alla presenza del Ministro,
devo subito dire che io in segno di protesta me ne sono andato appena ha
iniziato a parlare la ragazza dei centri sociali, perché ho sentito un grande
disagio e non ho potuto fare a meno di
esternarlo con un “gesto” almeno alle persone vicine a me.
Probabilmente
l’esposizione dello striscione si poteva tollerare come espressione di una
protesta, ma la scelta di far parlare la ragazza dei centri sociali è stata
senz’altro sbagliata e mi fa piacere che la Dr.ssa Melucci lo abbia evidenziato.
Si è data voce
ad una posizione minoritaria in quella sede ed oltre tutto a fronte di un
atteggiamento violento nei modi che poi si è trasformato violento nel
linguaggio.
Si stava
parlando di educazione dei giovani alla legalità ed il messaggio è stato: se vi
comportate bene dovete decidere democraticamente chi far parlare per pochi
minuti in modo civile, se vi comportate male potete far parlare chiunque, anche
se rappresenta una sparuta minoranza senza alcuna legittimazione, per quanto
tempo vuole libero di usare un linguaggio violento verso le Istituzioni.
Non mi sembra un
bel segnale.
Così come non mi
sembra un bel segnale il fatto che sulla stampa nazionale sia stato dato molto
spazio ai Centri Sociali e poco spazio alla posizione della Consulta
provinciale degli studenti che a nome dei 1.800 studenti presenti ha condannato
il gesto dei pochi violenti pur avendo molto da domandare al Ministro.
Ma siccome non
urlano, non offendono e non rompono nulla, non fanno notizia.

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