Gli amministratori
bernesi hanno la memoria veramente molto corta, non solo per quanto riguarda la
nascita della proposta di fusione in atto, ma anche sulla necessità di correre verso
la fusione che è stata generata da loro stessi.
Sull’estensione
o meno della proposta di fusione anche a Santarcangelo e Verucchio e sulle
modalità con cui lo si è fatto continuano ad esserci diverse ombre: mentre nel
primo incontro era stato affermato che agli altri comuni era stato chiesto
tramite lettera, in quanto certi rapporti istituzionali si fanno con gli atti
più che con le parole, ( versione smentita da uno dei destinatari che ricorda
di non aver mai ricevuto alcuna proposta formale), pare ora che la famigerata
lettera sia stato un invito fatto a mezzo stampa.
Una modalità
veramente bizzarra, ma quel che più lascia allibiti è il fatto che un
amministratore abbia liquidato la vicenda asserendo che, come gli altri comuni
leggono le “stronzate” sui giornali, potevano leggersi anche quella che sarebbe
una proposta seria. Mai vista tanta volgarità!
La presentazione
del progetto di fusione lascia ancor più attoniti in quanto fonda le basi su
ragioni prettamente economiche e sull’elemento “salvezza” per Torriana, che
diversamente si troverebbe nella condizione di doversi spogliare di quasi tutte
le funzioni in favore di quell’ Unione a 11 che quegli stessi amministratori
hanno tanto decantato fino ad appena 2 mesi fà e che ora temono. Ma a chi dobbiamo questa Unione a 11?
Preme ricordare
a questi signori che l’Unione a 11 non è un’imposizione della Regione, ma una
scelta delle amministrazioni fortemente voluta dal PD. La Regione, in seguito
alla legge sul riordino territoriale, ha chiesto ai comuni di esprimersi su
quale secondo loro dovesse essere l’Ambito Territoriale Ottimale al quale poi,
sarebbe dovuta corrispondere una sola unica unione. Abbiamo fortemente messo in
guardia le amministrazioni in Valmarecchia sulle criticità di una scelta così
ampia ricordando che c’erano tutti i presupposti e i requisiti affinchè in
Valmarecchia la Regione potesse riconoscere due ambiti distinti, nei quali
costituire due Unioni diverse. Sono passati solo due mesi e sembra che ora gli
stessi comuni che votarono quell’Odg temano non poco questa Unione a 11 che trà
l’altro non è ancora stata costituita. Se solo fossimo stati ascoltati oggi non
ci troveremmo a dover affrontare tutto questo a ritmo così serrato, ma avremmo
potuto istituire un tavolo di lavoro sovracomunale magari per una fusione più
lungimirante come quella a 4.
Loris Dall’Acqua
Francesca D’Amico Pdl Poggio
Berni
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