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martedì 21 maggio 2013

I MISTERI DELLA FUSIONE TORRIANA - POGGIO BERNI

La Voce 23-05-13

Altro che X - FILES!
 
Partecipazione in continuo calo, nessuna forma di entusiasmo tra il pubblico e se vogliamo dirla tutta fatichiamo a vederla nella stessa amministrazione, a meno che non si voglia considerare entusiasmo l’ira di chi sembra poco propenso ad accettare giudizi negativi o poco entusiastici relativi alle proprie scelte.

Diverse anomalie rilevate alla serata di lunedì 20:

- Al terzo incontro così come avvenne nei due precedenti viene posta la domanda sul perché di questa scelta a 2 e non a 4. Domanda posta in ogni occasione da persona diversa e a quanto pare sempre meno gradita dall’amministrazione. La famigerata lettera di invito alla fusione agli altri comuni e le suo modalità di invito resteranno un mistero. C’è da chiedersi visto che il giallo si concentra sul ricevimento o meno da parte dei destinatari.

- Nella presentazione si afferma che, qualora venisse realizzato il cosiddetto Provincione, i piccoli comuni avrebbero difficoltà ad essere rappresentati, mentre in caso di un Comune Unico le possibilità sarebbero invece maggiori. Giusta osservazione, le probabilità sarebbero superiori, ma di uno zero virgola qualcosa, mentre se avessimo fatto una fusione a 4 dando vita ad un Comune Unico da 35000 abitanti diverremmo una realtà importante ed avremmo indubbiamente la certezza di essere rappresentati in quel contesto e lo stesso dicasi per l’Unione a 11 della quale andremmo a far parte la cui giunta si comporrà di soli 8 assessori e per la quale non v’è certezza di farne parte nemmeno se facciamo la fusione a 2.

- Nel primo incontro era stata indicata una soglia di 3.000 abitanti quale soglia di salvezza sotto la quale il comune si dovrà spogliare di quasi tutte le funzioni un problema per Torriana, ma non per Poggio Berni, un dettaglio che deve aver fatto mormorare a Poggio Berni tanto che all’incontro di lunedì 20 viene elevata a 5000 la soglia sotto la quale ci si deve "spogliare" dei propri poteri. Un cambiamento normativo avvenuto nel giro di due settimane? Sembrerebbe di no! La modifica sembra trovare giustificazione, dopo che è stato fatto notare, non con un avvenuta modifica normativa, ma come probabile nuova soglia. Ai cittadini vanno raccontati i fatti, possibilmente ben distinti dalle aspettative, proiezioni, auspici ecc.

- Quando venne predisposto lo statuto dell’Unione a 4, un amministratore bernese ha ricordato in più occasioni come Poggio Berni avesse proposto di indicare la fusione a 4 come fine ultimo di quell’Unione, ma un comune (di cui non è stato fatto il nome) avrebbe chiesto ed ottenuto di eliminare quello scopo. Qual è il comune autore di questa richiesta? Chi tra Santarcangelo e Verucchio non vuol sentir parlare di fusione?

- Sulla gestione dei servizi è stato detto invece che la scelta di una fusione a 2 consente di dare un ottimale rapporto qualità prezzi che in un contesto più ampio ( tipo fusione a 4 ), non sarebbe così. Ebbene molti servizi verranno comunque gestiti da un’ Unione a 11,  quindi molto più ampia pensiamo ai servizi sociali, alla polizia di vallata ebbene non è strumentale parlare del grande e del piccolo la si sostiene a seconda della convenienza.

Siamo nella fase informativa, la fusione è un’opportunità ma le cose vanno raccontate con completezza menzionando correttamente i pro e i contro, sarà poi compito dei comitati che potrebbero nascere occuparsi della campagna referendaria.
Loris Dall'Acqua      Pdl Poggio Berni

 

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