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martedì 7 maggio 2013

FUSIONE TORRIANA - POGGIO BERNI Riflessioni sul primo incontro

Il Nuovo Quotidiano 08-05-13
i commenti su La Voce 08-05-13


La fusione è un obbiettivo importante, ma altrettanto importante è il percorso che si intraprende per arrivarci che dovrebbe essere di fatto di scelte condivise e partecipate sin dalla fase embrionale, ma per la fusione Poggio Berni-Torriana è mancata completamente la fase dell'informazione e del confronto con la cittadinanza che doveva essere precedente all' ordine del giorno che ha dato avvio all'iter di fusione.
Questa proposta di fusione è evidentemente debole visto che vede impegnati 2 comuni e non 4 come era naturale attendersi, che mira solo a superare la soglia dei 5000 abitanti che più che una soglia ottimale rappresenta una soglia di salvezza. Il legislatore per la nascita di nuovi comuni, pur escludendo quelli nati da una fusione, individua in 10000 abitanti la soglia ottimale in cui si ottimizzano meglio i costi.

Inoltre è assolutamente discutibile il metodo con cui è avvenuto il confronto tra i 4 comuni sull’ipotesi di fondersi, dopo 20 anni in cui questi siedono in Unione com’è possibile limitarsi ad una “letterina”, anziché proporre con forza l’istituzione di un tavolo di discussione sovracomunale? Singolare poi che chi sia avvezzo a scrivere letterine a Babbo Natale, alla Befana e al Papa quando poi si trovi nel ruolo di destinatario e non di mittente non prenda in seria considerazione le letterine scritte dai colleghi.

Nell'ultimo consiglio comunale è stata istituita un’apposita commissione consigliare paritetica tra i due comuni composta dai due sindaci, da 4 consiglieri di maggioranza e 4 di opposizione, ma quale sarà lo scopo di questa commissione? Questa avrebbe avuto un senso se fosse stata istituita per tempo e non solo nei comuni di Poggio Berni e Torriana, sarebbe stata un'occasione per soppesare non solo se essere favorevoli o meno ad una fusione, ma anche a quale tipo di fusione. Già deciso anche il calendario e la modalità degli incontri che si faranno nei comuni e la commissione non si è ancora mai riunita, prende ancor più vigore l’interrogativo su quali aspetti dovrà curare questa commissione, se c’è quindi qualcosa che vada oltre ad una normale presa d’atto di quello che i due sindaci avranno già pianificato.

Il risultato di questo modus operandi non si è fatto attendere! Di fronte a questa fretta e pressapochismo, poca gente e accoglienza molto fredda. Oltre alle motivazioni che dovrebbero esserci alla base della scelta di fusione bisognerebbe prospettare ai cittadini come sarebbe questo Comune Unico frutto della fusione dei comuni di Torriana e Poggio Berni indicando come sarebbe strutturato, come verrebbero ripartiti i servizi sul territorio, come e dove verrebbero accorpati gli uffici pubblici, come sarebbero strutturate ed organizzate le municipalità come ed inoltre come si potrebbe tradurre in termini di strutture, infrastrutture, sviluppo del territorio e servizi che sono gli aspetti che più interessano i cittadini.

La fusione può rappresentare una grande opportunità, un obbiettivo importante di crescita e di sviluppo alla base del quale deve esserci però un progetto articolato che non sia incentrato solo su ragioni economiche, ma che rappresenti una proiezione di quello che dovrebbe essere il futuro Comune Unico di 5000 abitanti, quello che Amati ha presentato era solo la giustificazione per cui in sei mesi si fa quello che si sarebbe dovuto fare in 10 anni. Non possiamo rischiare che il referendum sia poco sentito e la fusione si basi su una partecipazione molto poco rappresentativa, occorre cambiare immediatamente metodo d’approccio al tema!



Loris Dall’Acqua Pdl Poggio Berni

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