Il Nuovo Quotidiano 08-01-14
La Voce 09-01-14
La Voce 09-01-14
La relazione di fine mandato, recapitata ai bernesi tramite il periodico comunale "Comune Informa" è caratterizzato dalla presenza di imprecisioni e di colpevoli omissioni; oltre alla viabilità sarebbe bene riflettere sull'urbanistica. Al fine di valorizzare il centro di Poggio Berni è stato realizzato un concorso di idee al quale hanno partecipato diversi professionisti, ma a quale scopo un simile concorso, se era già noto che non vi erano risorse da investire? Senz’altro una bella occasione per far parlare di se e pavoneggiarsi un po’, a scapito di chi ci ha messo energie e risorse. Un progetto per dare un volto nuovo a Poggio Berni non può essere messo nel cassetto per poi essere tirato fuori quando ci sono le risorse disponibili in quanto, nel caso in cui, nel frattempo, ci fossero modifiche degli strumenti urbanistici o delle normative nazionali, ma soprattutto se i materiali o le tecniche di costruzione dovessero cambiare, dei progetti datati 2009 potrebbero risultare piuttosto obsoleti. Se l’intento era quello di mettersi in mostra l’amministrazione ci è riuscita comunque benissimo visto che il concorso feceparlare di sè in seguito a diverse critiche inerenti la regolarità del concorso stesso.
La cosa più grave è invece la mancata realizzazione del PSC di cui evidentemente Amati preferisce non parlare. Nonostante sia nota a tutti l’inadeguatezza del PRG tuttora in vigore e l’importanza di provvedere al più presto al suo superamento con un nuovo Piano strutturale comunale, dobbiamo rilevare che in questi quattro anni e mezzo la promessa non è stata mantenuta. La sua mancata realizzazione viene giustificata con la solita scusa delle risorse economiche, una scusa a cui Amati si è spesso appellato, dimenticandosi forse che spesso se mancano le risorse ci sono opportunità per andarle a reperire. Sgradevole il fatto che la realizzazione del PSC sia stata usata come “arma” nella campagna referendaria sulla fusione, mettendo in forse la sua realizzazione qualora la fusione non fosse andata in porto. Non vorremmo usare il termine “ricatto”, ma ognuno trovi il termine che preferisce per classificare questo modo di fare. Sarebbe bene ricordare che, qualora non ci fossero state le risorse necessarie, si potevano fare Piani Strutturali Sovracomunali ed in tal caso la Regione, di fronte a questo tipo di proposta lungimirante, avrebbe messo risorse proprie. E loro sarebbero quelli che hanno lasciato il comune migliore di come l’hanno trovato.
Loris Dall’Acqua FI Poggio Torriana

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