COMUNICATO STAMPA
LOMBARDI: “La
questione dell’Aeroporto non è una questione di campanile ma di sviluppo
economico del nostro territorio”
Quando nel mese di maggio 2011 in
fretta e furia e con evidenti forzature, la Giunta Regionale improvvisamente
propose la legge regionale n.4 per il
riassetto degli aeroporti di Rimini e Forlì, ebbi modo di dire sulla stampa e
nelle sedi istituzionali che nella migliore delle ipotesi l’Assessore Peri
proponeva una cosa inutile e nella peggiore delle ipotesi una cosa dannosa.
Spero che l’indagine
commissionata dimostri che si trattava di un provvedimento inutile così almeno
eviteremo il danno per l’Aeroporto di Rimini.
Ormai è noto a tutti che
l’Aeroporto di Forlì è nato come una ripicca di Bologna verso Rimini al tempo
dei primi voli russi e della Rayanair,.ma questa ripicca, avallata all’epoca
dalla Regione, non ha distrutto Rimini che viceversa ha saputo riorganizzarsi,
mentre ha creato un problema su Forli sotto forma di legittime aspettative dei
cittadini utenti, dei lavoratori coinvolti e di copertura di un bilancio
costantemnte in perdita.
Oggi, la crisi e le norme di
finanza pubblica impongono meno considerazioni politiche e più attenzione ai
conti.
A dimostrazione della
improvvisazione con cui la Regione si è mossa in questa vicenda basterà
ricordare che tutto il dibattito di queste ultime settimane sul coinvolgimento
o meno dell’Aeroporto di Bologna, non era minimamente presente al tempo della
legge regionale sulla Holding degli aeroporti, ed anzi Bologna, che già era
socia di Forlì era volontariamente uscita dalla compagine sociale proprio
perché non ne voleva più sapere.
Via via che l’operazione holding
dimostrava tutta la sua debolezza, si è cercato di coinvolgere Bologna, pare
ormai con esito negativo.
In termini numerici, l’utenza
della nostra regione sia in entrata che in uscita, quanto a voli, potrebbe
essere tranquillamente assorbita dal solo aeroporto di Bologna che non è certo
al limite, ma la particolarità della nostra riviera, quanto a traffico legato
al turismo balneare, al congressuale e al fieristico, richiede la presenza a Rimini di un aeroporto efficiente e ben
collegato con il mondo.
Il nostro sistema locale, al
netto degli investimenti strutturali è riuscito a creare le condizioni economiche
perché l’aeroporto si mantenga, ed una prospettiva di privatizzazione da noi
non sembra un’ipotesi infondata.
Certo che se la Giunta Regionale
per tener conto esclusivamente di equilibri interni alla sua maggioranza,
invece di sostenere lo sviluppo del nostro aeroporto, continuasse a perseguire
strategie contrarie al nostro territorio, rischierebbe non più di farci un
dispetto, ma di mettere in crisi un modello turistico che si basa, oltre che
sulla spiaggia, anche su investimenti (fiera e Palacongressi) per oltre 300
milioni di euro, 100 dei quali ancora da pagare con una attività che senza
aeroporto andrebbe certamente in crisi.
Nessun commento:
Posta un commento