Il Corriere 17-02-14
La Voce 18-02-14
Perché rimandare a domani quel che si potrebbe fare oggi? Forse un auspicio di Amati e Antonini timorosi del fatto che i cambiamenti, o scelte impopolari, potrebbero turbare gli elettori, tramutando la fusione in un boomerang per le imminenti amministrative?
La fase successiva al Referendum sulla fusione, dovrebbe essere da subito funzionale alla riorganizzazione del nuovo ente comunale. Il metodo di lavoro utilizzato ed i tempi strettissimi con cui Amati ed Antonini hanno voluto la nascita del nuovo comune, presenteranno il conto proprio in questa fase post fusione. Nel periodo di commissariamento si dovrebbe provvedere al riordino degli uffici e ad eseguire i cambiamenti logistici, ma a quanto pare per il Comune di Poggio Torriana non sarà così, visto che gli uffici resteranno separati sino a quando non si insedierà la prossima amministrazione. La fase di commissariamento sarà anche periodo di campagna elettorale, agli ex amministratori converrà che in tale periodo ci siano meno cambiamenti possibili onde evitare di turbare gli elettori e creare scontenti. Il Commissario ha pieni poteri per provvedere al da farsi e c'è da chiedersi se gli ex amministratori lo abbiano messo nelle condizioni ideali per poter provvedere a questa delicata fase che richiede scelte sia tecniche, che politiche, che dovrebbero basarsi sulle indicazioni con cui i sindaci uscenti lo hanno lasciato che definire vaghe è a dir poco un complimento.
Quando il legislatore pensò alle fusioni di comuni, aveva previsto una fase preparatoria, una sorta di fidanzamento chiamata “Unione”, nella quale si sarebbe provveduto poco alla volta, a mettere insieme il maggior numero di servizi, ad uniformare tariffe e regolamenti così chè, in caso di fusione sarebbe rimasto ben poco da fare. L’Unione alla quale i nostri due comuni appartenevano era a 4, come contesto preparatorio non certo ottimale, ma un confronto e un approfondimento serio all'insegna del risparmio, della convenienza e della qualità, salvo qualche caso sporadico, non è quasi mai stato fatto.
Quell’ambiguità del dire e non dire, di lasciar credere ai cittadini quel che sperano è un film già visto in campagna referendaria ed è inaccettabile. Non è vero che non ci saranno cambiamenti altrimenti non avrebbe avuto senso la fusione, il nuovo comune dovrà provvedere a migliorare i servizi erogati e dovrà farlo spendendo meno facendo delle scelte che potrebbero anche scontentare qualcuno.
Ci auguriamo che il Commissario faccia il possibile affinchè si proceda alla riorganizzazione degli uffici.
Loris Dall'Acqua

perché dovremmo "augurarcelo e non "aspettarcelo"?
RispondiEliminaDovremmo aspettarcelo a Savignano e San Mauro avevano descritto questa fase come di preparazione e riorganizzazione, dico augurarcelo perché temo che invece i sindaci abbiano richiesto di lasciare loro questo onere, ovviamente dopo il voto, gesto apparentemente nobile ma che nasconde probabilmente il timore che farlo prima possa portare impopolarità. Augurare in quanto il Commissario può scegliere in libertà.
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