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martedì 4 giugno 2013

SENTIERI DELL'USO: IN UN SAFARI SI CORRONO MENO RISCHI

La Voce 05-06-13



Domenica 26 Maggio sono stati inaugurati i Sentieri dell’Uso, un sentiero storico - naturalistico che inizia dal porto di Bellaria e che affianca l’Uso sino alla sorgente, un’ opera intercomunale che per anni è rimasta ferma al primo stralcio che dal mare arrivava sino alla zona dove sorge Villa Torlonia.

Vista la recente inaugurazione siamo andati a vedere cosa fosse stato realizzato a Camerano restando praticamente allibiti di fronte a quello che abbiamo visto, i sentieri fatti dagli indigeni in Africa visti su Quark sono messi molto meglio.

Il percorso, se così si può chiamare altro non è che un allacciamento di alcuni vecchi sentieri esistenti da decenni lungo il fiume che si sono formati o grazie al passaggio dei cacciatori o al passaggio dei mezzi agricoli e che si è provveduto semplicemente a collegare tra loro cercando di dargli continuità ma la percorribilità è già piuttosto difficoltosa.

Sui vecchi sentieri, che erano già malmessi, si è provveduto solamente a tagliare l’erba, mentre nei tratti di congiunzione tra un sentiero e l’altro si è provveduto a tagliare i rovi e i canneti con una ruspa che ha fatto un’opera di raschiamento, ma senza eliminare le radici. Dopo una sola settimana si sono già rialzati quelli che in termine popolare si chiamano “spuntoni”gambi di canne e rovi che con la benna della ruspa erano stati solo parzialmente recisi e già si ergono in mezzo al sentiero. Inoltre non si è provveduto in alcun modo ad un livellamento del percorso, ne alla battitura del fondo come è stato fatto in tutti i sentieri noti della zona compreso il primo tratto bellariese, il tratto bernese, in alcuni punti si compone di fango o di argilla che quindi in caso di pioggia sarà impercorribile, difficile per come è stato fatto provvedere anche alla manutenzione dello stesso.

Un percorso accidentato, che in alcuni rasenta gli argini mentre in alcuni casi sembra quasi sfruttare stradine laterali di campi coltivati che ci chiediamo se siano tratti pubblici privati o servitù di passaggio e in tal caso su chi grava la responsabilità e la manutenzione. Mal segnalati anche gli stessi accessi, in Africa i sentieri fatti dagli indigeni sono fatti meglio, più che una passeggiata un avventura in stile safari. Non comprendiamo questa scarsa attenzione verso l’Uso e questa continua disattenzione e pressapochismo nei confronti della piccola comunità di Camerano.

Francesca D’Amico      Loris Dall’Acqua       Pdl Poggio Berni


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